martedì 24 settembre 2013

DATI PRESENTATI COME PROSCIUTTI AL SUPERMARKET


di Francesco Colafemmina

Dopo la pubblicazione del ricorso alla Congregazione per gli Istituti di Vita Religiosa presentato il 29 maggio scorso dai Frati Francescani dell'Immacolata e firmato dall'attuale Segretario Generale P. Alfonso Bruno, quest'ultimo ha pensato bene di pubblicare i dati della Visita Apostolica compiuta via internet o meglio per mezzo di un questionario a risposte multiple da Mons. Vito Todisco.

L'aspetto divertente o penoso - giudicate voi - della pubblicazione di questi dati sta nella loro manipolazione volta a generare l'impressione che una schiacciante maggioranza di frati fosse d'accordo con il commissariamento dell'ordine. 

Il questionario prevedeva infatti 4 opzioni:

a. Tutto va sostanzialmente bene.
b. Esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario
c. Esistono problemi gravi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario
d. Esistono problemi gravissimi che richiedono il Commissariamento dell'Istituto.

Ebbene, sul sito commissariato www.immacolata.com i dati sono presentati come segue:

a. Tutto va sostanzialmente bene.
b. Esistono problemi.

E il dato b. viene suddiviso in:

b1: problemi risolvibili da un Capitolo Ordinario
b2: problemi risolvibili da un Capitolo Straordinario/Commissariamento.

Un po' come si fa nei supermercati dove il prosciutto viene venduto a 19,99 euro per non superare la soglia psicologica dei 20 euro, allo stesso modo chi ha messo insieme queste statistiche ha voluto impressionare con i numeri senza esporli in maniera onesta e corretta ma accorpando la richiesta di un Capitolo Straordinario con quella del Commissariamento onde poter mostrare percentuali plebiscitarie. Di più: si è usato lo stratagemma di dividere il dato b. non nella percentuale relativa al complesso dei frati, ma come se il solo dato b. costituisse il 100% di coloro che hanno risposto al questionario.

Riportando invece i dati alla loro corretta percentuale si sarebbe potuto riscontrare che la maggioranza dei frati che hanno risposto al questionario (ce n'è una parte che non lo ha fatto), circa 130 frati, non è stata favorevole al commissariamento, bensì o a non prendere alcun provvedimento o a rimandare le questioni ad un semplice capitolo generale previsto già per il 2014 - concetto ribadito nel ricorso alla Congregazione.

Nello specifico:

Sullo stile di governo del Superiore Generale il 56% ritiene che non ci siano problemi o che le questioni vadano risolte in un Capitolo Generale Ordinario.

Sulle questioni liturgiche il 51%. Sulla formazione il 62%. Sui rapporti con la Congregazione delle suore il 56%. 

Della rimanente parte non è dato sapere quanti abbiano suggerito il commissariamento (evidentemente pochi altrimenti non si sarebbe fatto ricorso ad un simile paraculismo comunicativo) e quanti un Capitolo Straordinario, ossia un momento per il confronto sereno fra tutti i frati. Perché il solo fatto che vi fossero degli attriti relativi a 5 ribelli implicava già l'esistenza di un problema da evidenziare sotto giuramento, ma di un problema risolvibile non certo con il sovvertimento dell'ordine. Aggiungiamo poi che nel ricorso erano denunciati i tentativi maldestri dei ribelli di condizionare le risposte di alcuni confratelli sul questionario. 

Oggi i frati vicini a p. Manelli non hanno più la possibilità di difendersi. L'intero universo mediatico dell'Ordine è sotto il controllo strettissimo di p. Alfonso Bruno. Personalmente non ho nulla contro di lui. Semplicemente non sopporto l'ipocrisia o la strumentalizzazione dei dati. Anche perché il bello viene alla fine del comunicato redatto dallo stesso p. Bruno, dove si precisa: 

"Quanto alle mere osservazioni sulla conduzione della visita apostolica, formulate in data 29 maggio 2013, si rileva la vacuità quanto alle motivazioni, la tempistica della richiesta messa in atto solo dopo tre mesi dallo spoglio e quindi in opposizione alle decisioni già prese dal Dicastero, riunito in congresso, in merito alla vicenda dei Frati Francescani dell'Immacolata. La firma unanime dei membri del Consiglio e del Procuratore Generale allora in carica non confligge con il giudizio critico di chiunque degli stessi maturato a posteriori in scienza e coscienza contro la velleità di impugnare la Visita Apostolica stessa."

Una nota durissima e autoritaria che addirittura considera "vacue" e "velleitarie" le argomentazioni del ricorso - a mio avviso al contrario assolutamente ragionevoli - e si prende la briga di assolvere lo stesso p. Bruno da annoverarsi fra coloro "il cui giudizio critico è maturato a posteriori in scienza e coscienza".

Una volta per tutte lasciatemi affermare con piena convinzione, anzi "in scienza e coscienza", che il Commissariamento dei FFI non nasce da una ostilità nei riguardi della messa in latino. Queste sono chiacchiere, fumo negli occhi! Il Commissariamento nasce dalla volontà di un piccolo gruppo di frati dalle velleità secolarizzanti di sdoganare l'Ordine, di inserirlo armonicamente nelle dinamiche di emancipazione dalla rettitudine dottrinale, morale e autoritativa proprie di vari altri Ordini religiosi. Per compiere questo ribaltone, questa vera e propria azione sovversiva si è utilizzato il grimaldello della messa in latino, del tradizionalismo e via dicendo. E forse hanno sbagliato il professor De Mattei, Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro ed altri a incentrare la loro critica verso questo Commissariamento sulla questione messa in latino e dintorni.

Qui c'è alla base un peccato di hybris, una ribellione al padre. Un problema forse psichiatrico - come direbbe Papa Francesco -, Papa al quale la questione è stata sicuramente presentata male, ossia come un problema di autonomia spirituale o di migliorismo spirituale all'interno dell'Ordine stimolato dal tradizionalismo liturgico.

Tutto ciò non è che un accessorio mediatico. Un utile strumento per sovvertire l'Ordine. E ne è prova il fatto che in questi giorni nessuno si è preso la briga di mettere in evidenza le ragioni sacrosante del ricorso alla Congregazione o la follia di una Visita Apostolica compiuta via questionario a risposte multiple. Anzi, si dà per scontato che p. Bruno sia il solo depositario della verità e della onestà e avendo egli ritrattato presso la Santa Sede il ricorso, questo sarebbe automaticamente privo di valide ragioni. Questo modo di procedere rasenta la follia, tanto più che è nota l'esistenza di un promemoria dei ribelli inviato da un convento francese a giugno di quest'anno e nel quale si faceva riferimento al ricorso "velleitario" presso la Congregazione e si delineavano i passi corretti per il commissariamento. Ossia la rimozione dell'attuale Superiore e di tutti i suoi collaboratori. Cosa che sta accadendo in queste ore, con la conseguente spedizione in amene contrade del mondo di ex collaboratori di padre Manelli. Il tutto per coerenza con la misericordia, il perdono e l'accoglienza che oggi vanno tanto di moda nella Chiesa del sì, nella Chiesa che non deve punire, ma sanare le ferite dell'uomo.

15 commenti:

Andrea ha detto...

Esatto, caro Francesco.
De Mattei, Gnocchi e altre persone hanno sottolineato -giustamente- che nessuno può imporre limiti a un qualsiasi Francescano dell'Immacolata, come pure a un qualsiasi sacerdote, voglia celebrare secondo il Messale del 1962. Ciò a norma di legge ("Summorum Pontificum").

Ma la questione è assai più ampia. Del resto padre Manelli lo ha perfettamente chiaro: si tratta di un ricupero teologico, dottrinale, delle consuetudini ecc.
Se ben ricordo, lo dice a chiare lettere in
http://www.tvimmacolata.net/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=1&video_id=259

Si tratta della famosa RICUCITURA fra "prima" e "dopo" il Diluvio (1968): proprio questa viene aborrita.

Oggi sentivo citare Montanelli: "Siamo un mondo di contemporanei: senza antenati né discendenti". Ecco ciò che si vuole trapiantare dal "mondo" (sconvolto) alla Chiesa

Luisa ha detto...

Francesco, su Chiesa e postconcilio (thread il Papa e la"Sposa infedele)c`è un anonimo (frate?) che
definisce depistante la sua analisi, e aggiunge altri apprezzamenti tipo quisquiglia e mancanza di onestà...
È veramente triste che i soli ad esprimersi siano coloro che stanno dando una versione e una visione dei FFI che contrastano in modo direi radicale e doloroso con quel che hanno vissuto coloro che, come lei Francesco, hanno conosciuto i FFI da vicino.
Tutto questo è molto triste.

Giacomo ha detto...

Analisi sostanzialmente corretta e che condivido.
E' vero, la questione della Messa antica è stato solo il grimaldello per fare leva del "non sentire cum ecclesia" ...
E pare che ci siano riusciti, per ora...
Ma alla luce dei fatti accaduti è lecito sperare in un reale miglioramento della situazione?

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie Luisa,

come direbbe Scalfari "io ho la coscienza a pulita", rispetto ai frati anonimi commentatori di blog.

marco d ha detto...

"non sentire cum ecclesia": vi sembra poco? Ancora più grave che celebrare troppe messe tridentine. Ricordiamoci ogni tanto le date: il Concilio è cosa di 50 anni fa ormai. Siamo ancora qui a discuterne e a dividerci? La Chiesa "pre" non tornerà più perché quel mondo non c'è più. Poi sul modo poco fraterno usato per lamentarsi posso essere d'accordo, ma forse bisognerebbe vivere dentro per capire.

Luisa ha detto...


Chi oggi reclama obbedienza (e silenzio) e critica aspramente chi si permette di difendere Padre Manelli ha non solo disobbedito personalmente al Superiore ma spinto altri a farlo, non solo ha disobbedito ma si è rivolto a chi SAPEVA avrebbe avuto un orecchio amico per le proprie rivendicazioni e ora, che hanno in mano tutto, compreso i siti web, dunque i mezzi di comunicazione, vorrebbero farci credere che la disobbedienza è una virtù e che era la maggioranza dei FFI ad essere in rivolta!
Quei frati che hanno preso il potere esautorando il loro Superiore, inebriati dalla loro "vittoria" dimenticano un pò troppo in fretta che non tutti i cattolici si son bevuti il cervello, che non tutti hanno mandato la memoria in vacanza, in particolare coloro che hanno conosciuto Padre Manelli e i Frati dell`Immacolata.

Andrea ha detto...

È molto importante che non ci lasciamo attrarre nello scontro tra frati. Tanto più che questo scontro sostanzialmente non c'è.

Lo schema che viene attualmente riproposto(dai pochi novatores) all'interno dell'Ordine è lo stesso che agisce da decenni -o secoli- nel "mondo", ma anche nelle Facoltà, civili ed ecclesistiche: c'è una certa situazione (ad es. la legge sul Matrimonio indissolubile, anche civile); si avanzano gli alfieri delle "libertà civili" (Matrimonio cancellabile a semplice richiesta); infine si trova un gentlemen's agreement (divorzio in Tribunale dopo cinque anni).

Lo scopo di tali novatores è certamente quello di avere potere, e soprattutto di essere venerati; ma molto più è quello di eliminare la vita umana.
Perché? perché questo è il fine della Rivoluzione e di Chi la anima

mic ha detto...

Il commento su chiesa e postconcilio era stato postato da un infiltrato.
Ovviamente ora è stato cancellato.

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie mic. In ogni caso poteva dire quel che voleva tanto l'evidenza dei fatti non gli dava ragione.

Vengo però a Marco D. Ebbene caro Marco trovo da un lato preoccupante che tu ti esprima come quei laici di cui parlava Malachi Martin nel 1990. No, non perché Martin fosse un profeta o un pio sacerdote, ma semplicemente perché era un acuto osservatore.

La questione qui del "Sentire cum Ecclesia" la trovo francamente fuorviante. Cosa vuol dire sentire cum Ecclesia per i FFI? E dove questo richiamo si trova nel decreto?

Si tratta solo di una espressione di p. Volpi astutamente richiamata da alcune parole di Benedetto XVI pronunciate nel corso di un saluto a margine di una catechesi del mercoledì (9 maggio 2012): "Saluto le consacrate, i seminaristi e i frati Francescani dell’Immacolata ai quali auguro di nutrirsi della Parola di Dio e del Pane eucaristico per sentire cum Ecclesia"

Questa frase in realtà non voleva dir nulla. E' una sorta di coda retorica al saluto. La ritroviamo infatti pari pari nei saluti a margine della catechesi del 20 giugno 2012:

"Accolgo con gioia la comunità del diaconato, i seminaristi dell’Istituto del Verbo Incarnato e i bambini della Prima Comunione della Diocesi di Castellaneta ai quali auguro di nutrirsi della Parola di Dio e del Pane eucaristico per sentire cum Ecclesia."

O ancora 1 giugno 2005: "A minha saudação a todos os peregrinos de língua portuguesa, com uma bênção particular para os sacerdotes do Colégio Pio Brasileiro em Roma: na vossa formação, cultivai aquele «sentire cum Ecclesia» que fará de vós humildes e fiéis servidores da Verdade, pastores segundo o Coração de Deus"

Quindi le parole dello stesso Volpi suggerite da qualche volpe di frate non avevano alcun senso!

Francesco Colafemmina ha detto...

Dimenticavo la catechesi del 12 settembre 2007, saluto ai pellegrini portoghesi:

"Ganhais assim aquele «sentire cum Ecclesia» que fará de vós humildes e fiéis servidores da Verdade, pastores segundo o Coração de Deus."

minstrel ha detto...

Domanda: chi ha l'autorità di stabilire il Commissariamento di un ordine?

La maggioranza dei confratelli dell'ordine oppure sempre e comunque la Santa Sede?

Da quel che leggo io invece noto che come al solito i Francescani sono un ordine che divide. Avremo nuovi cappuccini e conventuali?

Anonimo ha detto...

Scusate l'OT (ma solo in parte): noto che sul blog si parla pochissimo del pellegrinaggio a Roma di fine ottobre.
Credo invece che in un momento come questo (mettiamoci dentro anche il commissariamento e tutto il resto), sarebbe molto importante promuovere una partecipazione al pellegrinaggio la più ampia possibile.
Mettendo da parte le perplessità e i distinguo, che pure sono legittimi, in particolare sul ruolo dei 'Coordinamenti', ritengo che sia necessario che questa volta a San Pietro si presenti una massa di persone, quantitativamente e qualitativamente qualificata, con molti giovani e molti sacerdoti, con molti religiosi, e con tante famiglie, in modo che l'idea probabilmente falsata che il S. padre ha dei 'tradizionalisti' possa uscirne ridimensionata. Credo che qul giorno si possa giuocare un momento importante di quello che avverrà in futuro alla Messa VO e al Summorum Pontificum...

Andrea ha detto...

Caro Minstrel,
i Francescani sono sempre stati un ordine che SI divide.
A quanto ne so, già i figli di San Francesco che Lo avevano conosciuto considerarono pressoché impossibile continuare a vivere come si faceva quando Egli era in vita.

Ma qui il turbamento viene da fuori, o almeno dalle influenze della mentalità esterna all'Ordine.
In una delle conferenze del sito tvimmacolata.net, padre Apollonio dice (anni fa) che tutti i Vescovi in visita ai Frati ripetevano "Apritevi al mondo"...

minstrel ha detto...

Si Andrea, è sfuggito il "SI divide", come era intuibile dal mio parlare successivo di convenutali ecc :)

Josh ha detto...

Qualcuno ha letto queste perle di P. Bruno?

http://www.zenit.org/it/articles/un-carabiniere-salva-i-migranti-e-salva-lo-stato

(estraggo dal link):

"...L'otto settembre 1943 l'Esercito si sbandò, e i soldati vennero aiutati dagli sconosciuti a rivestirsi in borghese e a raggiungere in qualche modo i loro luoghi di origine.
Potremmo anche ricordare la persecuzione nazista degli Ebrei, quando tanti Italiani guadagnarono il riconoscimento di "Giusti tra le Nazioni" aiutandoli a nascondersi e a sopravvivere.

In entrambi i casi, un senso morale innato, un afflato di carità cristiana verso gli innocenti perseguitati costituirono gli infiniti tasselli della ricomposizione del tessuto della solidarietà collettiva, base per la sopravvivenza della Patria e per la ricostruzione dello Stato.

La pratica dei respingimenti in mare è vietata dalle norme del Diritto Internazionale vigenti perfino in tempo di guerra; se il comandante di una nave militare non ripesca i nemici finiti a mare, ne risponde come criminale di guerra.

Lo Stato italiano dovrà riconsiderare le sue norme tenendo conto dell'attuale emergenza mondiale;
dovrà tradurre nelle sue leggi quell'obiettivo che Papa Francesco ha indicato quando ha detto che cosa deve divenire tutta l'Europa Occidentale, sull’esempio della Chiesa: un grande ospedale da campo.

Forse un giorno si dirà che il nuovo patto tra gli Italiani è sorto su di una spiaggia della Sicilia, in un mattino di settembre, quando un Carabiniere ha salvato dei naufraghi."

mmh

"lo Stato Italiano dovrà essere TUTTO un ospedale da campo"
Come si permette?!

l'Italia sarà il paese più tassato, senza nulla,
e quel che avrà dovrà essere trasformato in un ospedale da campo.
Coi nostri pochi soldi rimasti.

Notare come l'ideologia gli fa citare il 43....il fassssismo...il nasssismo
rifonda (senza interpellare i cittadini italiani) il patto sociale nazionale sull'ospedale da campo.

buonanotte