giovedì 19 settembre 2013

RIFLESSIONI DI 23 ANNI FA

Papa Benedetto XVI: parentesi obliterata della storia del Papato o strumento funzionale alla rivoluzione in atto?
"E' in maniera che per certi versi ricorda - ed è agghiacciante - l'errore commesso da Giuda, che alcuni vescovi e prelati assieme ai loro assistenti hanno elevato se stessi ad anti-Chiesa all'interno della Chiesa. Essi non vogliono abbandonare la Chiesa. Non intendono separarsi. Non intendono scuotere l'unità della Chiesa. Non intendono obliterare la Chiesa, ma cambiarla in base ai loro piani; ed è ad oggi banale nelle loro teste che i loro piani siano inconciliabili con il piano di Dio rivelato fino ai giorni nostri dal successore di Pietro [Giovanni Paolo II] e dalla sua autorità magisteriale. [...] Essi sono convinti di poter riconciliare questa Chiesa e i suoi nemici attraverso un "decente compromesso", di essere i soli a capire cosa sta accadendo, e di essere i soli a poter assicurare il successo della Chiesa di Cristo compattandola con quella dei leaders mondiali. Ma nella loro devota creazione dell'anti-Chiesa dentro la Chiesa - a partire dal Vaticano fino al livello della vita parrocchiale - hanno alfine minato l'unità della Chiesa [...]." (p.662)

"Una indagine degli ultimi 50 anni della storia cattolica conduce alla conclusione che il più grande singolo misfatto nell'ambito dell'alto e del basso clero è stata la tolleranza e la propagazione della confusione sugli elementi chiave della fede cattolica fra tutti i cattolici; questa tollerata confusione è stata un diretto risultato della dissidenza tollerata di teologi e vescovi riguardo gli stessi elementi chiave. Perché tollerare la confusione significa propagare la confusione. Un dovere primario e fondamentale di ogni ufficio ecclesiastico e la responsabilità ecclesiale legata a tutti gli uffici nella Chiesa comprendono il chiarimento, l'inconfondibile insegnamento e l'applicazione delle regole basilari e delle credenze fondamentali che la Chiesa sostiene e dichiara esser necessarie alla salvezza. Se i cattolici hanno qualche diritto nella Chiesa, loro diritto primario è quello di ricevere tale insegnamento inequivocabile e di essere soggetti alla sua schietta e non esitante applicazione. E' d'altro canto relativamente facile identificare i quattro elementi chiave nelle quali ecclesiastici e membri ecclesiali hanno tollerato e propagato la malvagia confusione che colpisce i Cattolici oggi. Questi elementi sono: l'Eucaristia, l'unicità e la verità della Chiesa Cattolica Romana, l'Ufficio Petrino del Vescovo di Roma, e la moralità relativa all'attività riproduttiva umana.  [...]" (p.666-667).

"Incontrollato e non ostacolato lo sviluppo sarà il seguente: con il lento lievitare dei vescovi ovunque nello "spirito del Vaticano II", senza alcuna posizione di contrasto adottata dalla Roma papale, è inevitabile che quel che noi possiamo vedere ora chiaramente in un ristretto numero di cardinali ne permeerà un numero sempre maggiore. Ci sono davvero pochi dubbi nella mente di ognuno che cardinali come Bernardine di Chicago, Hume di Westminster, Danneels di Bruxelles, Arns di San Paolo ed Etchegaray siano partigiani dello "spirito del Vaticano II". 
Ci sono di certo cardinali vivi oggi che, assieme a molti altri che ne verranno creati, eleggeranno il successore di Giovanni Paolo. Tutto sarà messo in atto nel prossimo Conclave da una struttura ecclesiale nella quale hanno lavorato per almeno 25 anni e non hanno fatto nulla per piegare, combattere o solo correggere le aberrazioni dello "spirito del Vaticano II", ma lo hanno fomentato passivamente (non facendo nulla) o attivamente (perché sposavano lo stesso "spirito del Vaticano II"). Questi cardinali verranno da diocesi nelle quali la vasta maggioranza dei vescovi non conoscerà e non vorrà conoscere nulla di ciò che non gli sembrerà coerente con lo "spirito del Vaticano II". Le parrocchie e le diocesi dietro di loro saranno già completamente lievitate nello stesso "spirito". [...]" (p.683)

"La riduzione del Papa nel suo alto ufficio sarà il risultato della convinzione che l'originale Ufficio Petrino e Papale come praticato dai Papi Romani fino all'ultimo terzo del XX secolo non sia stato in realtà nient'altro che il risultato condizionato dal tempo di mode culturali che si estendono all'indietro per secoli; e che ora è tempo di degradarne l'importanza per poter liberare lo "spirito del Vaticano II" per modellare la Chiesa in una immagine che sia adeguata alla concezione progressista di un'epoca nuova e molto diversa da quella precedente. 
I Cattolici vedranno allora lo spettacolo di un Papa validamente eletto che separerà l'intero corpo della Chiesa, sciolto dalla sua unità tradizionale e la struttura apostolica orientata al papato che la Chiesa aveva finora creduto di istituzione divina. 
Il brivido che scuoterà il corpo della Chiesa Cattolica in quei giorni sarà il brivido della sua agonia. Perché le sue pene verranno dal suo interno, orchestrate dai suoi leaders e dai suoi membri. Nessun nemico esterno avrà portato a questa situazione. Molti accetteranno il nuovo regime. Molti resisteranno. Tutti saranno frammentati. Nessuno potrà più contenere insieme sulla terra i membri sparsi del visibile corpo della Chiesa Cattolica come fosse una compatta organizzazione vivente." (p.684)

Malachi Martin, The Keys of This Blood, Simon and Schuster, 1990. 

4 commenti:

Rossella ha detto...

O Signore! Profezia perfetta. Siamo giunti a questi tempi... ci siamo arrivati.
Che il Signore ci mantenga fedeli, e ci trovi con la lampada accesa.
Miserere nobis

Anonimo ha detto...

Rahner, un cristianesimo senza radici - "ermeneutica della rottura"

"...Da che cosa sorge, da quali radici sorge la modernità rahneriana? Da un idealismo come quello che - per sua espressa dichiarazione - trae origine da Cartesio, passa per Kant, Fichte. Schelling ed Hegel e giunge ad Heidegger. Ma la tanto declamata novità cartesiana, come dimostrano gli storici del pensiero, in realtà riprende le fila dell'antico pensiero greco presocratico dei parmenidei, degli eraclitei, dei sofisti e degli scettici. Anche la continuità non è un valore, se è la continuità di un vizio perenne della ragione, come quello che si trascina da Protagora ad Heidegger...

Rahner ha inteso gli insegnamenti del Concilio come rottura con la Tradizione. Egli distrugge la Tradizione e quindi non opera in nome di una sana modernità, ma di un rinnovato modernismo peggiore di quello dei tempi di san Pio X. Per Rahner la verità cristiana comincia col Vaticano II da lui interpretato peraltro in modo modernistico. Prima c'è la barbarie, il vuoto, il nulla. Nessuna radice. Nessuna sorgente, nessuna base o nessun principio. Ma tutto comincia con Cartesio per finire con Heidegger.

L'idealismo tedesco poi si sposa in Rahner con l'influsso luterano....

Qual è il risultato? Un puro e semplice gnosticismo (come rivelano chiaramente gli studi di don Ennio Innocenti), come è stato quello dell'idealismo tedesco fino ad Heidegger. Dove va finire la fede? Non e più virtù teologale soprannaturale con la quale si accoglie per vero quanto Dio ha rivelato e la Chiesa ci propone a credere, ma la famosa «esperienza trascendentale aprioristica ed atematica», ispirata all'ermetismo, alla teosofia (!), a Schleiermacher e ad Heidegger. Insomma. un rinnovato gnosticismo, col quale Rahner crede di conoscere Dio e Cristo meglio di quanto gli insegna la Chiesa Cattolica...."

Figlio dell'orgoglio moderno:
I princìpi di fondo possono riassumersi in una divinizzazione gnostica dell'uomo e in una secolarizzazione del soprannaturale..... insomma un'esaltazione dell'io che ben poco ha a che vedere con un sano amore di sé riconosciuto dal cristianesimo, ma assomiglia molto di più al soggettivismo e alla presunzione tipici della religiosità luterana e al limite alla spropositata esaltazione dell'io propria dell’etica fichtiana.

Appare l'ombra sinistra di Nietzsche. Siamo ancora nel Cristianesimo? È questa l'interpretazione del Concilio?"

http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3430
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sam ha detto...

Si è avverata la profezia di Malachi..

Anonimo ha detto...

sembrerebbe che il Rahner (..Rahner, un cristianesimo senza radici - "ermeneutica della rottura")
sia ancora in voga..
http://vatduepuntozero.blogspot.it/2013/05/quando-jorge-bergoglio-era-mio-studente.html
m