martedì 1 ottobre 2013

PERCHE' CANONIZZARE UN PAPA DI CUI SI CONTRADDICE IL MAGISTERO?


Lettera Enciclica 
del Sommo Pontefice
Giovanni Paolo II

Capitolo 32.

In alcune correnti del pensiero moderno si è giunti ad esaltare la libertà al punto da farne un assoluto, che sarebbe la sorgente dei valori. In questa direzione si muovono le dottrine che perdono il senso della trascendenza o quelle che sono esplicitamente atee. Si sono attribuite alla coscienza individuale le prerogative di un'istanza suprema del giudizio morale, che decide categoricamente e infallibilmente del bene e del male. All'affermazione del dovere di seguire la propria coscienza si è indebitamente aggiunta l'affermazione che il giudizio morale è vero per il fatto stesso che proviene dalla coscienza. Ma, in tal modo, l'imprescindibile esigenza di verità è scomparsa, in favore di un criterio di sincerità, di autenticità, di «accordo con se stessi», tanto che si è giunti ad una concezione radicalmente soggettivista del giudizio morale. Come si può immediatamente comprendere, non è estranea a questa evoluzione la crisi intorno alla verità. Persa l'idea di una verità universale sul bene, conoscibile dalla ragione umana, è inevitabilmente cambiata anche la concezione della coscienza: questa non è più considerata nella sua realtà originaria, ossia un atto dell'intelligenza della persona, cui spetta di applicare la conoscenza universale del bene in una determinata situazione e di esprimere così un giudizio sulla condotta giusta da scegliere qui e ora; ci si è orientati a concedere alla coscienza dell'individuo il privilegio di fissare, in modo autonomo, i criteri del bene e del male e agire di conseguenza. Tale visione fa tutt'uno con un'etica individualista, per la quale ciascuno si trova confrontato con la sua verità, differente dalla verità degli altri. Spinto alle estreme conseguenze, l'individualismo sfocia nella negazione dell'idea stessa di natura umana. 

Queste differenti concezioni sono all'origine degli orientamenti di pensiero che sostengono l'antinomia tra legge morale e coscienza, tra natura e libertà.


di Papa Francesco

D. Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce? 
R. «Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene». 
D. Lei, Santità, l’aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa.
R. «E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo».

46 commenti:

Anonimo ha detto...

Se questo non è relativismo morale cos'altro mai potrebbe essere? Le continue "esternazioni" del Vescovo di Roma stanno mettendo in crisi la mia coscienza di cattolico cristiano; penso di non essere il solo a vivere questo disagio ...

Andrea ha detto...

È una situazione molto grave, caro Francesco.

Sulle espressioni si potrebbe discutere fino all'esaurimento delle forze, ma ciò che è indiscutibile è il cercare e il valorizzare un "contraltare" a se stessi.
Dal dibattito della Scolastica (Quaestiones disputatae: chi afferma una tesi, chi vi si oppone, entrambi in cerca della Verità perché dediti all'uso della ragione) al contraddittorio fra estranei, sul modello del processo anglosassone (c'è "la verità dell'Accusa" e "la verità della Difesa") o della dialettica hegeliana: irrazionale e basato sul Balance of Powers.
Dalla forza della ragione alla ragione della forza.

Davvero il pensiero torna al cardinal Martini, che importò da Torino a Milano dosi massicce di "apertura alla Modernità" nel senso di "sorriso alle macerie post-illuministiche".

Santa Teresa del Bambino Gesù e del Santo Volto (e non "di Madre Natura e del Mistero da svelare") ci aiuti

Gianpaolo1951 ha detto...

Siamo proprio messi bene!...
Viva la coerenza “cattolico-cristiana”!!!
D'altronde, ciò è la naturale conseguenza della cosiddetta “Chiesa Conciliare”… e le prossime canonizzazioni ne sono l’esempio più lampante.., se non il dolce frutto “avvelenato” che distruggerà quel poco che è rimasto di Santa Romana Chiesa!!!

romanz ha detto...

Pochi giorni fà,un amico cattolico e impegnato in parrocchia,ha detto davanti a me a sua figlia che si definisce non credente:" L'importante per una persona che non crede,è agire secondo la propria coscienza comportandosi bene".

Francesco Colafemmina ha detto...

Rispondo usando le parole di Benedetto XVI (discorso del 24 febbraio 2007 ai membri della Pontificia Accademia per la Vita):

"La formazione di una coscienza vera, perché fondata sulla verità, e retta, perché determinata a seguirne i dettami, senza contraddizioni, senza tradimenti e senza compromessi, è oggi un’impresa difficile e delicata, ma imprescindibile. Ed è un’impresa ostacolata, purtroppo, da diversi fattori. Anzitutto, nell’attuale fase della secolarizzazione chiamata post-moderna e segnata da discutibili forme di tolleranza, non solo cresce il rifiuto della tradizione cristiana, ma si diffida anche della capacità della ragione di percepire la verità ci si allontana dal gusto della riflessione. Addirittura, secondo alcuni, la coscienza individuale, per essere libera, dovrebbe disfarsi sia dei riferimenti alle tradizioni, sia di quelli basati sulla ragione. Così la coscienza, che è atto della ragione mirante alla verità delle cose, cessa di essere luce e diventa un semplice sfondo su cui la società dei media getta le immagini e gli impulsi più contraddittori."

marco d. ha detto...

Anch'io posso sentirmi spiazzato da quello che sta succedendo, ma lo ero anche quando Giovanni Paolo II andava in montagna con Pertini o lo andava a trovare a Castel Porziano in elicottero. Non si è convertito lui e nemmeno probabilmente Scalfari. Ma che ne sappiamo noi di cosa ha in mente il Signore per quest'epoca?

Anonimo ha detto...

Sono felice nel vedere che ogni giorno il Papa vi assesta un bel calcione nel didietro. E' ora che, finalmente, si applichi il CVII, senza più resistenze passatiste e fanatismi.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Marco, anzitutto Pertini non era uno squallido giornalista alla Scalfari, ma era il Presidente della Repubblica. In secondo luogo qui non stiamo parlando di gesti del Papa che possono apparire strani o scomodi salvo rivelare una prospettiva nuova, etc. Vedi commento seguente.

Francesco Colafemmina ha detto...

Qui non è in gioco il progressivismo o il tradizionalismo . Chi commenta come l'Anonimo di cui sopra è annebbiato da logiche ormai vecchie.

Si può essere "progressisti" e volere una Chiesa meno verticistica, più vicina ai poveri, ai bisogni della gente comune, più aperta al mondo, più missionaria e meno "formalista". Ma anche un progressista avrebbe serie difficoltà nello spiegare le risposte del Papa sulla questione della morale.

L'intera architettura del Cattolicesimo si fonda sulla teologia morale. Il peccato redento da Gesù sul Calvario, il senso dell'Incarnazione e della Salvezza sono illuminati da un concetto oggettivo di Bene e Male, non soggettivo. Se il peccato o la buona azione vengono ricondotte al singolare giudizio dell'individuo, decade automaticamente ogni autorità morale non solo della Chiesa ma dello stesso Vangelo, degli stessi Comandamenti. E allora la stessa fede in un Dio che salva, in Nostro Signore che prende su di sè i nostri peccati non ha più senso. Perché noi siamo già giustificati.

Non voglio essere ironico, ma mi sembra che questo sia propriamente uno spirito pelagiano...

Andrea ha detto...

Applichiamo il Concilio, "caro" Anonimo delle 7:22.
"Si abbia cura che i fedeli sappiano recitare e cantare insieme, anche in lingua latina, le parti dell'ordinario della messa che spettano ad essi" ("Sacrosanctum Concilium", n.54)

Marco ha detto...

Gentile Colafemmina,
Spero che finalmente Lei pubblicherà questa mia. Ognuno può far quel che vuole, ma almeno rispondere alle mail dovrebbe essere doveroso.
Lei sbaglia, secondo me: ma non per i motivi che uno, in una temperie "culturale" come questa, sarebbe portato a supporre.
La Chiesa (se di Chiesa si tratta) è in contraddizione con se stessa da circa 50 anni. Dire che Bergoglio sbaglia a canonizzare GPII perchè ne contraddice il magistero significa non aver colto --ma lei, secondo me, l'ha colto, e meglio di molti altri-- il carattere del ciarlatano della pampa: l'assenza di qualsiasi elemento di rigore teoretico in tutto quel che egli fa. Ecco perchè piace alle masse.
A Bergoglio non frega nulla del magistero.
Inoltre, tutte le buffonate di questo papa --sempre che lo sia: e lui stesso pare non voglia esserlo--non ci devono, per contrasto, far rivalutare la figura di GPII, che, pace all'anima sua, ha introdotto o rafforzato nella Chiesa elementi spuri e anticattolici: un culto sciatto, quando non blasfemo, l'incarnazionismo, il personalismo, etc.: tutte cose che lei sa meglio di me.
Grazie dell'attenzione e dello spazio.
Cordiali saluti,
Marco

Anonimo ha detto...

... tutto comincia con Cartesio per finire con Heidegger. L'idealismo tedesco poi si sposa in Rahner con l'influsso luterano...
(bisognerà vedere dove porterà "l'influsso luterano"..)

Di Giovanni Paolo ricorderei anche la Fides et ratio
http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_15101998_fides-et-ratio_it.html

Marco

Andrea ha detto...

Se fosse un ciarlatano semiselvaggio non ci sarebbero grossi guai, caro Marco.

Purtroppo è un piemontese in trasferta. Molti (chi, ad esempio, non ha fatto le Medie dai salesiani in Piemonte, come è successo a me) non hanno chiaro cosa sia il Piemonte postconciliare con radici preconciliari, ovviamente).

Mi limito a esemplificare tramite l'azione del card. Martini e quella dei Paolini. Ricordo che un importante biblista paolino (meridionale: alla fine il cerino resta in mano ai meno scaltri) andò a iscriversi ufficialmente alla Massoneria poco prima di morire.

Scusate, ma si tratta di sottolineare un'evidenza, e non di ripetere un punto che mi è caro. Non mi è caro: cerco spesso in Piemonte le tracce di una normalità cattolica (apostolica, romana)

Josh ha detto...

Noto che ha già risposto Francesco (Colafemmina), però, anche solo da lettore,
Anonimo 10/02/2013 7:22 AM
che razza di modi!

lei propala:
"Sono felice nel vedere che ogni giorno il Papa vi assesta un bel calcione nel didietro. E' ora che, finalmente, si applichi il CVII, senza più resistenze passatiste e fanatismi."

Leggo che lei è un accanito fan della neochiesa post62.

Penso che un cristiano prima di tutto debba amare Dio.

Poi....
Il Vat II, al di là che ne pensi io,
sicuramente ha più punti che lo vedono oggettivamente in conflitto con la passata dottrina, Tradizione e stesse Scritture, (senza citare De Mattei o B. Gherardini)
non afferma comunque che ognuno debba seguire il male e bene secondo la sua coscienza soggettiva e a Dio va bene così,
che nonj esista Bene o male come valori assoluti, che non esista Verità, ma una verità soggettiva o "relazionale".
Sarebbe negare tutta la Rivelazione.

Come non afferma, sempre dall'intervista di PF di ieri, che
Gesù
"si sarebbe incarnato per infondere nell’anima degli uomini il sentimento della fratellanza.
Tutti fratelli e tutti figli di Dio." (!)

Ah Tutto lì?
(questa affermazione è in conflitto col Vangelo S.Giovanni 1, 10-13, e contro Vangelo S.Giovanni 3, 16-19,
sulla nostra figliolanza divina per adozione :
"A quanti però l'hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome"

annuncio aperto a tutti, ma non accolto da tutti; Siamo tutti creature di Dio...per l'adozione a figli serve almeno un assenso e qualche passettino da parte nostra...magari anche la santificazione.

Quell'affermazione bergogliana(una tra le tante) non è la fede Cattolica nè Cristiana (nè ortodossa, nè protestante).

Gesù è morto per portare la fratellanza. E basta?
E la Redenzione? E la Libertà dal peccato e dalla morte, in vista della Vita Eterna?

a dire il vero Bergoglio sta assestando dei gran calci al Vangelo stesso.

ma caro Anonimo, lei fa bene, come sostiene questo papa/vescovo, a fare come le comanda la sua coscienza, sicuramente è in perfetta Comunione col Signore.
E' Lui senza dubbio che Le suggerisce di tirar calci.

Rocco Marino ha detto...

Mi pare che si usino categorie assolutamente estranee a quelle che erano le intenzioni di Papa Francesco nella sua risposta. Il Sommo Pontefice non ha detto nulla in contraddizione con quello che la Chiesa Cattolica insegna nel suo Magistero. La coscienza individuale è in grado di distinguere tra il Bene ed il Male in quanto dentro di essa è scritta una legge morale naturale che deriva direttamente da Dio. Cito la Gaudium et Spes:Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre, chiaramente parla alle orecchie del cuore [...]. L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al suo cuore [...]. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità propria (Gaudium et Spes 16).

Anonimo ha detto...

Un papa contro il relativismo
«Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie» (Benedetto XVI)
http://holyqueen.altervista.org/ratzinger_pont_relativismo.htm

http://holyqueen.altervista.org/papa.htm
m

Francesco Colafemmina ha detto...

Un conto è dire che nella coscienza risplende la luce di Dio che illumina la retta coscienza con una retta consapevolezza del bene e del male.

Altro è invece affermare che il bene in assoluto non esiste e che le categorie morali non trovano nell'insegnamento della Chiesa e nel Vangelo o nella teologia morale la loro ragion d'essere. Bensì che le categorie morali appartengono al giudizio individuale di ogni singola coscienza.

Capirà che qui si parla di cose ben diverse e ben più gravi.

Fax ha detto...

Questo Papa è un gesuita: gioca con le parole e con i concetti, anche rischiando, come dice lui stesso, "incidenti" nel tentativo di avvicinare e poi convertire i più lontani. Il punto è che nella Chiesa Cattolica il rischio di "incidenti" lo possono correre tutti, salvo che il Papa, che è Pietro, cioè la roccia alla quale tutti i cristiani debbono potersi ancorare con sicurezza.

Josh ha detto...

Gentile Rocco, esistono anche le coscienze traviate..
comunque sia tutte portano sia traccia dell'immagine e somiglianza divino, sia la legge che Dio ha voluto scrivere nei cuori,
..da qualche parte...
sia il segno del peccato e della tendenza a peccare...ecco perchè ci serviva la Redenzione!
Non potevamo salvarci da soli in base alla coscienza.

Da nessuna parte è scritto che la nostra coscienza e di conseguenza noi stessi andiam bene sempre e comunque così come siamo, ed è sufficiente che facciamo come sentiamo e "ci ditta dentro" e va sempre bene, e non abbiamo bisogno di nulla altro.

Se no, mi perdoni, Gesù cosa è venuto a fare?

sul tema anche Epistola ai Romani da 7,14 a 8,15 ha qualcosa da dire, se ognuno è misura sempre affidabile a se stesso.

Altrimenti, perdoni il paradosso:

PF "Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo"

Adolf Hitler pensava di fare il bene della Germania. Stalin pensava di fare il bene del proletariato...
Hanno seguito la loro idea di bene.

E non c'è contesto, giornalismo, ermeneutica giustificativa, logica a queste affermazioni in ordine alla verità cattolica come la crediamo, anche nel postConcilio.

Giovanpietro ha detto...

Vorrei esprimere la mia meraviglia, il mio stupore, riguardo le “ventate papali” di questi giorni ma, sono così smarrito che, non saprei come sintetizzare il tutto e nemmeno da dove cominciare, visto che le sue parole, peraltro manipolate dai media, sono uscite a “valanga” una dietro l’altra.
Non si è fatto in tempo ad “incassare” la lettera di risposta inviata a Scalfari, che salta fuori un'altra bella “sonatina” fatta con Spadaro sj e, subito dopo, ci siamo dovuti sorbire i ragionamenti fuorvianti dell’eccitato Scalfari incredulo ai suoi occhi di quanta confidenza gli desse il Papa, fino all’incontro “amichevole” in Vaticano …
Insomma, non voglio dire che tutto ciò che esce dalla bocca del Papa è da prendere con le pinze, figuriamoci, lui è abituato ad essere “prossimo” a tutti e lo fa con vero entusiasmo ed amore e rinfranca e incoraggia, però non posso
accettare la “lotta” che ha intrapreso contro il modo in cui la Chiesa si è fatta “prossima” ai fedeli e agli uomini di buona volontà negli ultimi 100 anni, ed arrivi a dire che:
«Se il cristiano è restaurazionista, legalista, se vuole tutto chiaro e sicuro, allora non trova niente. La tradizione e la memoria del passato devono aiutarci ad avere il coraggio di aprire nuovi spazi a Dio. Chi oggi cerca sempre soluzioni disciplinari, chi tende in maniera esagerata alla “sicurezza” dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha una visione statica e involutiva.»

E poi, se facciamo caso, sembra contraddirsi quando parla della “memoria” e dice:

«E la preghiera è per me sempre una preghiera “memoriosa”, piena di memoria, di ricordi, anche memoria della mia storia o di quello che il Signore ha fatto nella sua Chiesa o in una parrocchia particolare.»

Scusate, ma è vero o no che, della memoria di quello che ha fatto il Signore nella sua Chiesa e nella nostra storia, il Magistero ne fa strettamente parte?

Ma davvero Papa Francesco ci vuole fare diventare schizofrenici?
Ciò che fino ad ora è stata la base e la sicurezza del nostro essere cristiani, adesso viene messa in discussione e addirittura ridicolizzata?
Con un pò di sforzo e buona volontà, posso comprendere il perchè delle sue parole, ma mi lascia sgomento tutto questo "spazio" che viene dato a chi non crede e non vuole credere e che si fa, anzi, che pone domande, per il gusto dello scoop e non per una crescita della propria anima ...

Ci vuole coraggio dice il Papa, a incontrare e ad ascoltare i "gentili" perchè solo così si possono avvicinare alla Verità, ed è vero, però ci vuole anche coraggio a dire pane al pane e vino al vino ... non dire "non voglio convertire nessuno ..."

Comunque, non abbattiamoci … il Signore Vince! Anche attraverso i periodi bui ed incerti, è Lui che Comanda!

Anonimo ha detto...

Memoria e identità - Giovanni Paolo II - febbraio 2005:

"..Nel corso degli anni si è venuta formando in me la convinzione che le ideologie del male sono profondamente radicate nella storia del pensiero filosofico europeo. (..) Il cogito, ergo sum – penso, dunque sono – portò con sé un capovolgimento nel modo di fare filosofia. Nel periodo precartesiano la filosofia, e dunque il cogito, o piuttosto il cognosco, era subordinato all’esse, che era considerato qualcosa di primordiale. In tal modo non soltanto si operava un cambiamento di direzione nel filosofare – ma si abbandonava decisamente ciò che la filosofia era stata fino ad allora, ciò che era stata in particolare la filosofia di San Tommaso d’Aquino: la filosofia dell’esse. (…) Dopo Cartesio, la filosofia diventa una scienza del puro pensiero: tutto ciò che è esse – sia il mondo creato che il Creatore – rimane nel campo del cogito, come contenuto della coscienza umana. (pp. 18 – 19)

Secondo l’autore, la logica del cogito, ergo sum, porta innanzitutto a rendere Dio un contenuto elaborato dalla coscienza umana. A relativizzare Dio. In base al bene si definisce il male. Relativizzato il bene (Dio è il sommo bene), diventa relativo il male. Anche quest’ultimo è un contenuto dell’umana elaborazione. L’uomo moderno, per Giovanni Paolo II, ha posto le basi per giustificare qualunque comportamento: infatti può decidere qual è il bene e quale il male.

Questa medesima dinamica è la chiave di lettura della vicenda di Adamo ed Eva. Infatti, l’autore, sulla scia di Sant’Agostino, interpreta così l’episodio:

«Amor sui usque as contemptum Dei – amore di sé fino al disprezzo di Dio». Fu proprio l’amor sui a spingere i progenitori verso l’iniziale ribellione e a determinare poi il successivo dilagare del peccato in tutta la storia dell’uomo. A questo si riferiscono le parole del Libro della Genesi: «Diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male» (Gn 3,5), cioè sareste voi stessi a decidere di ciò che è bene e ciò che è male. (p. 17)..."
m

Andrea ha detto...

Sono totalmente d'accordo, caro m, sulla messa a fuoco (in compagnia del Beato G.Paolo II) dei nemici della razionalità: i razionalisti/idealisti/immanentisti da Cartesio a Heidegger.

Basterebbe sottolineare che il loro "pensiero svincolato dall'essere" significa "pensiero indipendente dalla reale esistenza del pensante", cioè della persona stessa.

Invito però a non inoltrarci nel "processo al Papa".
La domanda che può dare qualche esito fruttuoso non è "Quanto è ortodosso?" (sappiamo già che, nelle definizioni solenni, non potrà non esserlo), ma "Perché agisce così?".
O in altri termini: "Da dove viene il considerare vincente e ammirevole una presunta Modernità -quella delle sponde dell'Atlantico Settentrionale degli ultimi secoli- che ha cosparso e cosparge il mondo di cadaveri, soprattutto di deboli, e che ha Roma come primario nemico?"

Josh ha detto...

perchè agisce così? Penso l'abbia detto lui stesso tra le righe.

Sta preparando la chiesa che piace al NWO, quella che è un tutt'uno con tutte le fedi, con l'ebraismo e la doppia salvezza, con l'islam dal "ramadan coi copiosi frutti", con tutte le fedi e anche le non fedi, con il "regno latente", con il Cristo "incognito", con il Cristo "incipiente" (per queste ultime definizioni virgolettate si rimanda ai teologi immaginari del Vat II), con tutti i "secondo me" delle coscienze, comprese quelle non credenti, i rigettati e gli apostati.

"Tutti fratelli. Gesù infatti è morto per farci tutti fratelli"

e basta.
Missione compiuta e nessuna nube all'orizzonte.

marco d. ha detto...

Ma dopo tutti questi commenti, mi viene sempre in mente una terribile domanda da farvi: allora Cristo ha abbandonato la sua Chiesa alla deriva inspirando le dimissioni ad un Papa fedele alla tradizione e scegliendone uno che sta distruggendo tutto? Oppure è semplicemente un Papa imperfetto come noi, un Papa "accidentato", che ha tanti bug (non pronuncia lingue straniere, non canta, si ripete spesso, ecc.). Ma il popolo cristiano più povero si sente amato veramente. Guardatelo solo quando sta con gli ammalati. Da un Papa "perfetto" ad uno "imperfetto" come i cristiani di oggi. I "perfetti" attendano il prossimo turno o guardino alla Mater Eclesiae.

Josh ha detto...

Se il Bene fosse ciò che l’individuo pensa sia bene,
e già la convergenza di questi ‘pensieri buoni’ salvasse l’uomo,
che necessità vi sarebbe stata della legge positiva in genere, della legge di Dio in particolare, e dell’Incarnazione (e Morte e Resurrezione, e portare il NOSTRO peccato fino sulla Croce) da parte del Figlio?

Francesco Colafemmina ha detto...

http://2.andreatornielli.it/?p=6766

Con inquietudine leggo questo articolo di Andrea Tornielli. Non posso non augurarmi che Scalfari abbia manipolato l'intervista. Al contempo leggo di annunciati "gesti eclatanti" del Papa nella sala della spoliazione di San Francesco ad Assisi fra 2 giorni.

C'è chi parla dell'abolizione dei titoli onorifici, chi di quella dell'abito corale, chi della apertura del palazzo apostolico ai poveri. Chissà! Certo se tutto questo fosse vero ci sarebbe da domandarsi dove finisca l'umiltà e dove cominci l'ambizione.

Andrea ha detto...

Certo, caro Marco D.
Se il Papa attuale fosse un massone, o cooperatore dei massoni, con un programma di annientamento della Chiesa, vorrebbe dire che Cristo si è ritirato dalla terra, lasciando scorrazzare le "Partes Adversae".
Ciò non è, né può essere.

Tuttavia il momento è grave, e per diversi aspetti mai visto. Il mio amico settantenne dice che papa Giovanni sconcertava anche di più, per alcuni atteggiamenti, ma non dava questa impressione di continui scivoloni.

Come diceva Francesco i primi tempi del nuovo Papa: non infrangerà i dogmi, ma agirà duramente sull'assetto culturale e simbolico del Papato

Francesco Colafemmina ha detto...

Suggerisco la lettura delle lucidissime considerazioni del Prof. De Marco che sottoscrivo parola per parola, in particolare il finale:

"[vi è in Francesco]una certa inclinazione autoritaria (“io farò di tutto per …”), in singolare contrasto con i frequenti assunti pluralistici, ma tipica dei “rivoluzionari” democratici, col rischio di imprudenti collisioni con la tradizione millenaria.
In più, resta incongruo in papa Francesco questo prendere iniziative di comunicazione pubblica e questo volersi senza filtri (la sintomatica immagine dell’appartamento papale come un imbuto), che rivelano indisponibilità a sentirsi uomo di governo (cosa più difficile che essere riformatore) in un’istituzione altissima e “sui generis” come la Chiesa cattolica. Le battute del papa su curia e Vaticano lo evidenziano.
Il suo è, a tratti, un comportamento da manager moderno e informale, di quelli che si concedono molto alla stampa. Ma questo aggrapparsi a persone e cose che stanno fuori – collaboratori, amici, stampa, opinione pubblica, lo stesso appartamento a Santa Marta è “fuori” – come se l’uomo Bergoglio temesse di non sapere che fare una volta rimasto solo, da papa, nell’appartamento dei papi, non è positivo. E non potrà durare. Anche i media si stancheranno di fare da sponda a un papa che ha troppo bisogno di loro."

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/10/02/de-marco-su-papa-francesco-in-coscienza-devo-rompere-il-coro%E2%80%A6/

Anonimo ha detto...

Cacciari giorni fa auspicava via etere l'apertura al sacerdozio femminile e l'abolizione del celibato...
Ci sono "voci" che girano sulla prima delle 2 ipotesi..
(come quelle che vedono Bergoglio in sintonia coi "movimenti", Sant'Egidio e Neocat).
Comunque, in generale, mi sembra si possa parlare di protestantizzazione.
Tutti i "circoli" che prima erano contro Benedetto (addirittura gli fu impedito di parlare all'Insipienza") sono in piena estasi bergogliana...
ps ritengo la Ecclesia de Eucharistia di Giovanni Paolo profetica ..speriamo bene.. m

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Francesco,
vedo che Tornielli non ha aperto ai commenti!...
Per me questa scelta è un po’ come “lanciare il sasso e nascondere la mano”!!!

Josh ha detto...

Tornielli scrive anche una excusatio non petita:

non coglie gli svarioni che denunciamo da mesi, e s'interroga sulla trascrizione dell'intervista, se è precisa o meno...

http://2.andreatornielli.it/?p=6766

Sarà così, forse è colpa della trascrizione....la filologia per reperire l'archetipo originale è sempre utile

;-)

Josh ha detto...

marco d., non è una questione di "perfetti".

al di là delle personali sensibilità di fede, tra cui i risentiti che scrivono,
sono violati da certe affermazioni anche decine di punti del semplice Catechismo.

Anonimo ha detto...

mi ha colpito questo commento anonimo su messainlatino:
"Per quanto riguarda Bergoglio, le parole dette per compiacere l'interlocutore ateo o agnostico, cercando con lui una sintonia secondo le sue categorie mentali, non sono >>neanche lontanamente magistero, sono "opinioni" volutamente formulate secondo il metodo gesuita della "equivocazione", che è una specie di maieutica il cui scopo è esclusivamente quello di allargare gradualmente gli orizzonti di pensiero del dialogante, di metterlo in crisi, in ricerca per vie nuove e possibili, lasciando poi cadere qualche messaggio "forte".
Per cui "non ci deve essere" rigore dottrinale in queste formulazioni.
E' una forma di apostolato che si basa sull'amicizia personale e che prepara la strada alla possibile azione dello Spirito, attraverso la grazia preveniente. E' fondamentale che questo dialogo sia preceduto e accompagnato dalla preghiera del dialogante.
Se leggete così tutta la chiacchierata di Bergoglio con Scalfari la capirete meglio.

La vera novità sta nel fatto che - per quanto mi risulta - mai un Papa aveva accettato di dare pubblicità a questo tipo di apostolato personale. Bergoglio lo fa perché lo ritiene necessario, non vuole che ci si lamenti più, vuale andare all'attacco e gli Scalfari sono legioni; e soprattutto la sua riforma, come si è visto dal primo momento, parte da una ridefinizione del papato che, senza togliere nulla di essenziale al primato, lo riporta per il resto a una dimensione episcopale "normale" e comunionale, quindi lo spoglia da tutto l'apparato di incrostazioni storiche che lo avevano isolato.
Non si deve più cercare la perfezione dogmatica in ogni esternazione del Vescovo di Roma.
Siamo già più vicini agli ortodossi".

Myriam ha detto...

io tremo per ciò che farà, tre qualche giorno, ad Assisi. Spero che non si spogli nudo...

Luisa ha detto...

Tornielli non ha aperto ai commenti perchè, forse, si è reso conto di quanto improbabile fosse il suo tentativo di difendere e giustificare il difficilmente difendibile e giustificabile, ha preferito insinuare il dubbio piuttosto che riconoscere quanto sconcertanti fossero certi passaggi di quel colloquio Bergoglio-Scalfari, è nell`imbarazzo tanto alcuni passaggi di quell`intervista sono semplicemente indifendibili, allora fa passare l`idea che Scalfari ha inventato e mentito, sola via d`uscita, peccato che sia un vicolo cieco.

Dante Pastorelli ha detto...

Per FAX
Un gesuita incontra un frate cappuccino e gli dice a proposito della barba: "Che bella barba, sembra quella di Giuda." Replica del frate: "Certo. Ma Giuda era della compagnia di Gesù".
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L'articolo dell'amico Pietro de Marco, che condivido pienamente, ad eccezione di qualche edulcorazione, mette magnificamente in luce gli errori, anche se lui non usa questo termine, di Francesco.
Certamente tutte le pontificie parole in libertà non son magistero per cui da un punto di vista dottrinale non intaccano l'infallibilità, che presume ben altre e chiare condizioni per attuarsi. Finché continuano certe sceneggiate non si può parlar di "roccia".
Resta il fatto che la gente osannante questo papa uguale a noi, che ci dice di seguire la nostra coscienza individuale, senza specificare che dev'esser la retta coscienza guidata dalla ragione illuminata da Dio, tende a sradicare l'albero maestro della Chiesa.
De Marco dice
"involontariamente". Illusione. Diffondere errori in continuazione "involontariamente", ove il papa non sia privo del ben dell'intelletto, e non lo è, significa esporre una sua propria dottrina che niente ha a che fare con il Magistero ininterrotto della Chiesa.
Vuol distruggere la Chiesa come si sente urlar in tanti blogs? Non credo che questa sia la sua intenzione, e comunque in foro interno non giudico. Reputo però doveroso valutare in foro esterno ed evidenziare i danni che questo potefice fa alla Chiesa, in nome di una chiesa a sua immaigine e somiglianza.

Berlicche ha detto...

Signori, guardiamoci dall'essere come un certo fratello maggiore che non voleva manco più entrare in casa. Chissà che avrebbe detto a quel padre e quel fratello sul suo blog.
Se è una disgrazia per la Chiesa lo potremo (forse) dire solo tra un po'. Nel frattempo l'unica cosa che so per certo è di essere io per primo un peccatore che sbaglia, e a me manco è stata promessa tutta quell'assistenza.

Contraddizioni vere non ne vedo. Stili differenti, ma grazie a Dio è lo Spirito. Ricordiamoci dov'è l'essenziale. Il resto, cento volte tanto, ci sarà dato in sovrappiù.

Anonimo ha detto...

Il fine e i mezzi
http://www.corrispondenzaromana.it/il-fine-e-i-mezzi/

Dante Pastorelli ha detto...

Beato te, Berlicche, che vedi solo differenze di stile.
Nessuno di noi è un angelo, ma abbiamo sufficiente conoscenza della dottrina cattolica, come tramandata dal magistero ininterrotto, per giudicare. Ciò che scrive Colafemmina e la giusta quanto sofferta dissociazione di de Marco dal coro plaudente e la puntualizzzazione delle deviazioni teologiche, anche da pilastri della nostra Fede, sono inconfutabili, se non coi sofismi di qualche giornalistucolo o pretonzolo.
L'amico Pietro de Marco è studioso serio e molto prudente nei suoi interventi, ci pensa cento volte prima di scriver una parola. Se ha scritto quel che ha scritto vuol dire che la misura è proprio colma.
naturalmente tutti noi cattolici speriamo che lo Spirito Santo che non assiste il Papa anche quando dorme o mangia, ma in precise situazioni, gl'illumini mente e cuore. L'apertura ai poveri, ai malati, ai reietti, ch'è sempre stata caratteristica e missione della Chiesa, non significa delineare una chiesa orizzontale, sociale e filantropica.

Andrea ha detto...

Il problema, caro Berlicche, è: la Casa (Domus Dei et Porta Coeli) ha una sua Armonia, una sua Forma, una sua dolcezza, o è un pascolo per cinghiali?

Nell'udienza di mercoledì, ad esempio, il Papa ha detto: "Quando hai la forza di dire: voglio tornare in casa, troverai la porta aperta, Dio ti viene incontro perché ti aspetta sempre..."
Magnifico: SE VUOI, puoi sempre riENTRARE... per "rimanere nell'Amore di Cristo"

Giuseppe Di Benedetto ha detto...

Mi pare che il commento più equilibrato e più "cristiano" sia l'ultimo. Quello di Berlicche.
Chi siamo noi, anzi per essere più precisi, chi siete voi per mettere sulla graticola un Papa? Non si muove foglia che Dio non voglia e il cammino dello Spirito non incrocia sempre le nostre/vostre aspettative. Personalmente sono felice che Francesco riesca felicemente a dar voce alla stragrande maggioranza del popolo di Dio che, negli anni della grandeur di altri Pontefici, aveva visto offuscarsi e di molto i valori autentici di un Vangelo quasi completamente dimenticato dai cosiddetti "cristiani". Lunga vita a questo intrepido Papa!

rocco ha detto...

berlicche dimentica che il figlio prodigo rientrò col capo cosparso di cenere e non a gamba tesa.
io non giuduco il papa , mi limito alle sue esternazioni. questo non solo ho il diritto di farlo, ma anche il dovere.

Antart ha detto...

Quando Gesù parla del figlio che torna dal padre, oggi parla a noi smarriti o perduti nell'irresistibile abbraccio con quest'infelice modernità.
E ci dice che se avremo la forza e il coraggio di "tornare indietro", troveremo ancora quell'accogliente casa d'altri tempi che abbiamo abbandonato nella smania di novità e di libertà morale (l'"aria fresca") che il mondo ci mette perennemente addosso.

Catholic Mission ha detto...

October 5, 2013
Celebrating the canonisation from a traditionalist perspective

CELEBRATING THE CANONISATION
http://eucharistandmission.blogspot.it/2013/10/pope-john-xxiii-who-gave-us.html#links


Pope John XXIII who gave us a traditionalist Vatican Council II in agreement with Fr.Leonard Feeney is to be canonised by Pope Francis
http://eucharistandmission.blogspot.it/2013/10/pope-john-xxiii-who-gave-us.html#links

We must continue to support Pope Francis-he still has not discovered that there are no known exceptions to the Church's traditional teaching on faith and morals

http://eucharistandmission.blogspot.it/2013/10/we-must-continue-to-support-pope.html


The political ideology of Pope Francis?

http://eucharistandmission.blogspot.it/2013/10/the-political-ideology-of-pope-francis.html#links

-Lionel Andrades

Anonimo ha detto...

i gay cattolici (?????) scrivono a Papa francesco...
http://it.gloria.tv/?media=509067

ps "gruppo Kairos" (..notare le adesioni...)
http://kairosfirenze.wordpress.com/2013/05/13/veglia-assieme-a-noi-per-le-vittime-dellomofobia/

Anonimo ha detto...

errori pentecostalismo
http://www.fedeecultura.it/file/pentecostalismo.pdf

Il boom del secolo. Seicento milioni di carismatici
C´era una volta Gioacchino da Fiore
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7184

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