domenica 6 ottobre 2013

SAN FRANCESCO D'ASSISI


di Francesco Colafemmina

Se tutto il pontificato di Papa Francesco dovesse rivelarsi una ripetizione della giornata di Assisi, allora dubito che si sarebbe potuto chiedere di più allo Spirito Santo. Una giornata perfetta! Sono passati mesi e ormai sono rimasti in pochi a far le pulci al Papa: questo sì, questo no, questo forse. No, in realtà non si tratta di esaminare ogni dettaglio e criticare. Ci sono oggettivi problemi che derivano da una eccessiva confusione. Ma la confusione non nasce ora, è in circolazione da decenni. Qui servirebbe avere una visione univoca e chiara e purtroppo la visione manca a molti nella Chiesa, anche a coloro che non sono "progressisti", che non hanno vissuto gli ultimi 50 anni con l'ansia e l'obiettivo di "cambiare volto alla Chiesa".

Chi mi conosce sa che ben prima di questo pontificato ho auspicato una Chiesa fatta di Vescovi e Cardinali in grado di sporcarsi le mani con chi soffre, con ciò che il Papa definisce "periferie esistenziali" tanto per non incorrere nella banalità retorica di termini come "poveri", "bisognosi", "ammalati" etc. Da troppi anni la Chiesa è costituita da una gerarchia totalmente scollegata dalla realtà. Fatta di proclami pastorali, liturgie show intese a glorificare il clero, spese folli per happenings diocesani, nuove chiese, orribili pseudo opere d'arte o meglio opere di pseudo-arte, farraginose strutture laicali, totale assenza di trasparenza nella gestione del potere e del denaro e autoritarismo della peggior specie. 

Questa realtà generalizzata è per certi versi ambivalente, colpisce ogni tendenza nella Chiesa Cattolica. Ma sento di non sbagliare quando affermo che è propria di una Chiesa pienamente "conciliare", imbevuta cioè di quel veleno chiamato "spirito del Concilio" veleno che giustifica ogni slancio in avanti, ogni "aggiornamento" tranne quello del clericalismo radicale e del connesso privilegio. 

"Mondanità spirituale"! Ebbene, guardateli i mondani spirituali: i Ravasi, gli Enzo Bianchi e i Mancuso, i Forte, i Riccardi... Ce n'è un'intera falange... Ma il guaio è che per scongiurare clericalismo e mondanità l'attuale Pontefice probabilmente ritiene di dover dare piena "attuazione" a quello Spirito del Concilio, ossia di andare avanti ad oltranza, dando incidentalmente definitiva efficacia a quelle aspirazioni orizzontali e di de-mondanizzazione (per certi versi un po' catara) che si leggevano in nuce nelle effervescenze degli anni '60.

Il problema è che con Benedetto XVI si è intravvista la possibilità di rimettere in carreggiata la Chiesa sotto un profilo teologico e liturgico. Ma la pastorale e soprattutto la declericalizzazione è stata piuttosto trascurata. Se avessimo avuto un pontificato benedettiano con un Papa attento a "impoverire" i suoi Vescovi e Cardinali (sempre pronti a non ascoltare tutti i suoi richiami e le sue esortazioni), e magari un po' più "pastorale", avremmo probabilmente evitato gli attuali eccessi dannosi e per certi versi drammatici (penso al dialogo fra il Papa e Barbapapà). Ma noi cosa possiamo farci? Dovremmo sforzarci di essere cattolici coerenti ed autentici, non solo e sempre criticando o esercitando il culto del sospetto. Credo che il Papa sia sommamente bello se dopo aver indossato un luminoso paramento sacro intessuto d'oro, ai piedi dell'altare, al termine del Sacrificio, si spogli delle vesti liturgiche per indossare un grembiule e assistere il prossimo. L'impatto tra l'altezza e l'onore riservati a Dio e la semplice terrigna povertà di chi porta in dono solo l'amore di Cristo sarebbe straordinariamente forte. Ma il Papa preferisce non salire troppo in alto per non confondere un popolo di Dio che queste cose semplicemente non le comprende.

Personalmente mi è bastato il Papa che prende per mano un bambino e se lo porta a pranzo alla mensa dei poveri. Hoc sufficit. Non servono troppe parole o troppe spiegazioni. Ci sono e ci saranno sempre nuove contraddizioni, innovazioni, confusioni. Ma in fondo resta l'essenziale. E l'essenziale lo testimoniamo non solo con le parole e l'esercizio della ragione, ma con la vita. Non dobbiamo, non possiamo essere "cristiani da pasticceria". E noi, immagino molti di voi lettori, non appartengono a questa categoria. Siamo accomunati da una visione della Chiesa legata alla tradizione non come ad un luogo definito del passato, ma intesa come realtà metastorica, che fa la storia e vi opera. E forse noi dovremmo salvare il Papa, questo Papa, dalla melensa retorica di coloro che vorrebbero appropriarsene, dei tanti cattolici pasticceri (frati, preti, suore, vescovi e cardinali inclusi) che vorrebbero piegarlo alla loro "visione", quella coltivata e attesa negli ultimi 50 anni. Se non siamo sinceri, se non ci svuotiamo dei nostri pregiudizi, resteremo sempre in pasticceria. Meglio fare come quel bambino, prendere per mano Cristo e portarlo nelle nostre vite, in quelle di chi ci è vicino. In fondo, questo è il Vangelo. 

65 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Colafemmina,

ci sono due cose che mi lasciano perplesso nel suo post:

1. in che senso il pontificato di Benedetto è stato troppo poco “pastorale”? Cosa intende lei per “pastorale” (parola passe-par-tout di cui ormai non si capisce più cosa vuol dire)?

2. mi sembra che, nei posto precedenti, la sua posizione fosse diversa: prima stigmatizzava e – mi perdoni l'espressione – “faceva le pulci” al papa e alla sua “ambiguità” dottrinale; ora è tutta colpa del codazzo che lo circonda. Si è “convertito” a papa Francesco, per così dire?

Inoltre, mi piacerebbe sapere se per “mondanità spirituale” il Santo Padre intendesse gli Enzo Bianchi e i Mancuso che lei cita. Qui ci vorrebbe un altro esercizio di “interpretazione autentica”.

Marco

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Marco,

sul primo punto a mio avviso papa Benedetto è stato un papa straordinario ma è indiscutibile che la sua personalità sia molto diversa da quella di Francesco. In sostanza credo che se si fosse unita alla ricetta della "continuità" e del recupero del passato vivo della Chiesa una particolare attenzione nei riguardi dei più bisognosi, una maggiore vigilanza sugli affari economici della Santa Sede, una maggiore dedizione nei riguardi degli emarginati, anche con qualche gesto "populista" alla Francesco, quest'ultimo non avrebbe avuto bisogno di segnare una distanza così netta dal suo predecessore e forse avrebbe continuato ad applicare la ricetta di Benedetto contro la crisi della Chiesa.

Quanto al secondo punto, sì, siamo tutti aperti a questa tentazione di giudicare e fare le pulci al Papa. Perché si parte dalle questioni certo importanti e decisive (penso alla questione sollevata nel post precedente), ma molti di noi - e me ne accorgo dai commenti - tendono a scendere a conclusioni definitive o affrettate. Non sembrano esistere più vie di mezzo: o il Papa è un Santo o è il Falso Profeta.

Personalmente preferisco analizzare i fatti sotto un profilo più distaccato, se vogliamo politico. Credo che questo Papa rappresenti una rivoluzione "politica" per la Chiesa ossia riguardante il modo in cui la Chiesa vivrà nella polis nel futuro. Cionondimeno non possiamo non guardare anche a ciò che egli compie di autenticamente cattolico e di positivo. Povertà, semplicità, cura del prossimo sono tutti aspetti positivi sui quali si struttura soprattutto quella Chiesa non fatta di ideologie e di istanze mondane, ma che guarda a Cristo nel solco della tradizione.

Quanto alla frase sui mondani spirituali è evidente che il Papa non si rivolgeva a loro, ma egli ha tratteggiato una dinamica interna alla Chiesa che volentieri applico a questi personaggi. Un motivo in più per cercare di guardare alle parole del Papa come ad una risorsa per evitare di lasciare l'egemonia dell'ermeneutica dei suoi gesti e delle sue parole a questo genere di mondani.

Padre Ignazio La China ha detto...

Bravo, mi piace l'onesta' del tuo post.
Anch'io ho colto nei gesti e nelle parole di Francesco ad Assisi finalmente il papa.

Luisa ha detto...

"E forse noi dovremmo salvare il Papa, questo Papa, dalla melensa retorica di coloro che vorrebbero appropriarsene, dei tanti cattolici pasticceri (frati, preti, suore, vescovi e cardinali inclusi) che vorrebbero piegarlo alla loro "visione", quella coltivata e attesa negli ultimi 50 anni."

Per "salvare" il Papa già ci vorrebbe che il Papa lo voglia e lo domandi, non si può salvare una persona contro la sua volontà, a me sembra che la corte che lo circonda, e non cessa di applaudirlo, convenga perfettamente a papa Bergoglio, sa come servirsene, quanto agli aspiranti salvatori non mi sembra che siano quelli che il Papa guarda con maggiore attenzione e misericordia, infine la visione coltivata e attesa negli ultimi 50 anni mi sembra sia quella verso la quale ci stiamo dirigendo, una visione-ideologia condivisa da papa Bergoglio che per certo non si lascerà piegare da nessuno.

Andrea ha detto...

In ogni caso, caro Francesco, papa Benedetto aveva e ha ben chiaro che la lebbra del Clero è il carrierismo.

Già in passato parlavamo del Suo ribrezzo di fronte all'augurio "Ad maiora!" spesso rivolto a un giovane Vescovo assegnato a una sede poco importante.
La sua precisione di teologo -prima ancora della sua rettitudine morale- gli faceva dire: "Non c'è nulla di maggiore che essere Vescovo, fosse pure nel luogo più dimenticato del mondo".

Certamente non è stato perfetto. Santo (ne sono convinto), ma non perfetto, come nessun Santo lo è stato.

Oggi Supplica alla Madonna "Regina delle Vittorie", recitata a Pompei e nel mondo. Domani anniversario della vittoria di Lepanto

Francesco Colafemmina ha detto...

Siamo d'accordo Andrea. Non metto in discussione la sua "santità", semplicemente si tratta di una questione di carattere. E soprattutto dell'assenza di aiuto che egli ha ricevuto nel corso del pontificato. Nessuno dei "suoi" ha mai cercato di andare al di là della propria dimensione di potere personale. Da don Georg che si faceva intervistare da rotocalchi di gossip a Bertone che... lasciamo perdere.

Luisa ha detto...

Rispetto, Francesco, la sua emozione nel vedere quell`immagine di papa Bergoglio che prende per mano un bambino, osservo che è "bastata" per interrogare la sua coscienza.
Con questo Papa navighiamo tutti a vista, personalmente certe immagini anche troppo ostentate, la vicinanza, la semplicità ( evito di parlare di umiltà), il bisogno di Papa Bergoglio di essere circondato, di toccare e essere toccato dalla gente, il suo pollice in sù ( al posto della benedizione), non mi toccano per niente, mi toccano ancor meno quando vengono enfatizzati come se fosse il primo Papa ad aver quei gesti, quando ogni suo gesto è esaltato in modo idolatrico, "papa Francesco santo subito".
Non è affatto facile esprimere perplessità, critiche, sconcerto nei confronti di quel che dice e fa un Papa, ma è una responsabilità da prendere nella speranza che quelle voci arrivino fino a lui e nella ancor più remota speranza che possa ascoltarle e tenerne conto.
Trovo infine particolamente riduttore e, sopratutto, ingiusto quasi attribuire a Benedetto XVI la responsabilità del troppo pieno di parole e gesti di Papa Bergoglio come se dovesse far troppo per colmare il non abbastanza di Papa Benedetto.
Chi ha seguito da vicino il Pontificato di Benedetto XVI, e lei, Francesco lo ha fatto, sa come e quanto fosse ostacolato, boicottato, tradito, dai suoi "confratelli", quanto la sua volontà sia stata bypassata, vanificata, un solo esempio l`anno del Sacerdozio.
Il solo merito che i nuovi laudatores di Bergoglio riconoscono a Benedetto XVI è quello di essersi fatto da parte.

Andrea ha detto...

Un solo appunto, cara Luisa: non esprimiamo ciò che sentiamo per "migliorare il Papa".
Facciamolo per amore ai nostri fratelli e alla Verità.

Oggi c'è stata nella mia Parrocchia una devastante omelia martiniana (con citazione del card. Martini), tenuta da un Salesiano ospite.
Lo dico per aiutare il Salesiano a ripensarci?
No. Lo dico per pietà verso il Cristo calpestato e verso una fetta di Chiesa spinta fuori strada e non accompagnata sulla retta via

Anonimo ha detto...

L'ultimo articolo di Magister era piuttosto inquietante, rilevando la non continuità, sotto diversi e non secondari aspetti, con i pontificati di Giovanni Paolo e Benedetto. A questo punto credo sia meglio aspettare le prossime mosse di Francesco e non aggiungere altro, di confusione ce n'è già abbastanza.
Marco

minstrel kerygmatico ha detto...

Ho letto veloce oppure da praticamente la pensi al mio stesso modo, nonostante la veste omiletica di presentazione sia diversa?

http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2013/10/04/la-stampa-il-papa-e-quel-silenzio-indicibile-al-crocevia/

Bella lettura Francesco.
E auguri, anche se in ritardo.

Luisa ha detto...



Quando menziono gesti di papa Bergoglio oggi enfatizzati dai media come se i suoi predecessori non li avessero mai fatti, non mi riferisco...ai pollici in sù, ma alla vicinanza che i suoi predecessori avevano con i fedeli, i malati, i bambini, le persone anziane o disabili, l`ho vissuto in modo molto concreto e da vicino in Val d`Aosta durante le vacanze di Papa Benedetto, ma non mi ricordo che quelle foto facevano la "une" dei media cattolici e laici con tanto di commento ditirambico.

Giuseppe Di Benedetto ha detto...

Post bellissimo che condvido. Era ora!

rosa ha detto...

a me piacerebbe che almeno per tre- quattro giorni il Papa si ritirasse in silenzio, da solo, celebrasse da solo la Messa quotidiana, non ricevesse nessuno o, se ricevesse, nessuno ne parlasse, niente mercoledi, silenzio fino all' Angelus di domenica. silenzio sui media ! Come il silenzio delle chiesette e cappelline di campagna e montgna, che invitano al raccoglimento, alla preghiera, alla contemplazione...troppe parole di politici, giornalisti, artisti...molti di noi sono ancora sbalestrati dall' 11 febbraio, e dal 13 marzo, e da Scalfari. Stop, silenzio, scomparsa per alcuni giorni...
rosa

mic ha detto...

Caro Francesco,
Non ti scrivo perché tu pubblichi.
Comprendo il tuo stato d'animo e lo condivido. Fin dall'inizio e ho fatto di tutto per "farmi piacere" ed abituarmi allo stile diverso di questo papa.

Ma non è solo questione di stile. Di fronte alle eresie, non uso mezzi termini, perché purtroppo - e non sia quanto mi duole - è così, non riesco a tacere. Certo certo di ridurre all'essenziale gli interventi e a farlo nella maniera più rispettosa ed equilibrata.
Ma la situazione è terribile, per chi ha occhi per vedere. E sai bene che non sono né apocalittica né millenarista.

Per spiegarmi questo tuo cambiamento di rotta, mi sono chiesta se per caso non hai ricevuto minacce.
Scusami, forse sto diventando paranoica. Ma ti prego, eventualmente (ho i miei motivi) di dirmelo. Se non puoi o non vuoi farlo apertamente e direttamente via mail o per telefono, fammelo capire indirettamente con qualche indicazione nei tuoi commenti.
Un caro saluto e una montagna di auguri belli per te e e la tua famiglia.
In unione di preghiera, in Christo et Maria.

Francesco Colafemmina ha detto...

No Mic, ti prego! Nessuna minaccia o altro! Semplicemente mi chiedo se anche noi non diventiamo spesso non tanto cattolici da pasticceria, ma da computer. La Chiesa è una realtà grande e complessa. Certo ci sono immani problemi, ma la vita cristiana si sostanzia anche in gesti spontanei e autentici. E in parole forti. Dire ad esempio che San Francesco non era un pacifista è come far entrare una ventata d'aria fresca! Dire che il problema della Chiesa è la mondanità spirituale è un'ulteriore ventata d'aria fresca.

Molti dubbi e problemi permangono ma permettimi di suggerire un approccio meno censorio. Sia perché non abbiamo ricevuto da nessuno il mandato di censurare persino il Papa, sia perché ci sono gesti di questo Papa assolutamente belli e pienamente cattolici.

Cerchiamo di non finire come quei giapponesi nei fortini a guerra conclusa. C'è molto da fare! Animo!

Luisa ha detto...

"sia perché ci sono gesti di questo Papa assolutamente belli e pienamente cattolici."

Il solo fatto di scrivere una frase simile dimostra quanto anomala e grave sia la situazione.

Andrea ha detto...

L'articolo di oggi è una meravigliosa espressione dell'animo di Francesco.
Padre Ignazio l'ha colto al volo

Luisa ha detto...

Da mesi un coro assordante canta una sola dolce e melliflua melodia.
Chi non canta o non applaude è criticato e anche schernito, eppure non sono poche le voci fuori dal coro.
Voci che reagiscono alla sovraesposizione mediatica e a certe parole di papa Bergoglio, se facendolo finiscono con il contraddire o criticare il Papa è purtroppo un`economia che non si può fare, è un dovere al servizio della Verità che non è la nostra verità ma quel che ci ha insegnato la Chiesa, è una responsabilità seria che domanda riflessione ma non si può rinunciare a ripresentare e ricordare l`insegnamento della Chiesa semplicemente perché il Papa sembra ogni tanto andare su altre vie, non è contraddirlo per il piacere di farlo, non è diventare censori, non è censurare il Papa, è rispetto della Verità e di ciò che la Chiesa ci ha insegnato, e non solo da 50 anni in qua.

Anonimo ha detto...

Finalmente ha ricevuto gli evviva e le lodi dei vari Padri Ignazzi. Mi è rimasto in mente il commento - tempo fa - di un dotto signore che La invitava a non sprecare le sue notevoli doti intellettuali e culturali, anche in vista della carriera.
Spero che la sua "conversione" non sia dettata da motivazione così volgare affinchè la delusione che mi ha dato mi sia più accettabile.

Francesco

Gianpaolo1951 ha detto...

Francesco è istintivo e genuino come le sue api!...
Grazie Francesco!
Con questo post, mi hai fatto superare una fase molto critica!!!

mic ha detto...

Cerchiamo di non finire come quei giapponesi nei fortini a guerra conclusa. C'è molto da fare! Animo!

Da fare nel foro interno, nella sfera privata?

Questo è prioritario; ma non esclude altre responsabilità.
Hanno fatto di tutto perché la fede resti relegata nella sfera privata.
Non nel senso che molto dipenda da noi; ma per quel briciolo di coerenza, senso di partecipazione e - diciamolo - fedeltà nei confronti del Signore. Perché non ci sono altri motivi. Un impegno del genere sarebbe folle, diversamente.

hpoirot ha detto...

Nessuno sembra qui ricordare che tutti gli eretici (persino Lutero) diceva in parte cose buone, lo insegna bene S.Tommaso: il male assoluto non esiste.

Addirittura nel caso di Ario una sola cosa era sbagliata: per l'arianesimo Gesu' é Dio ma un Dio di poco inferiore, non consustanziale al Padre.

Questa punta di superiorità del Padre rispetto al Figlio ha generato una delle più grandi crisi della Chiesa che é sfociata addirittura nel deporre a posteriori un papa...

Questo "think pink" che fa vedere oggi a Francesco Colafammina una (in)ventata di aria fresca é il risultato del "colpo da maestro di Satana" il vertice e perno della sua strategia di venire a noi "...vestito da angelo di luce"

Luisa ha detto...

A quel che ho già detto vorrei aggiungere che si può sempre fissare uno sguardo consolatorio unicamente su quelle che lei, Francesco, chiama "ventate d`aria fresca" e mettersi dei paraocchi per non vedere e guardare quel che potrebbe annebbiare e offuscare lo sguardo, una scelta che può dare la pace o una certa pace.
Ma chi non può fare quella scelta, chi vede quel che di buono e retto questo Papa può fare e dire ma vede ANCHE quel che di molto problematico dice e fa, chi ne legge le conseguenze, quelle che già si fanno sentire e quelle che si prospettano, chi non si lascia influenzare e manipolare dalla massiccia campagna e sovraesposizione mediatica, dai riflettori e dalle telecamere puntati in permanenza sul Papa per esaltarne la personalità (con il suo accordo), chi infine sceglie di mettere in raffronto certe parole e gesti del Papa con il Magistero, con la Dottrina, con il Catechismo, con la formazione che la Chiesa gli ha dato, e esprime il suo sgomento vedendo quanto non concordino, ebbene, chi decide di non tacere, non fa, come dice Francesco, "le pulci al Papa"(!), non lo censura, ma, con il cuore pesante, senza l`ombra di una soddisfazione, non fa che lasciare voce alla sua coscienza.
Si vorrebbe far tacere anche queste voci?

Luisa ha detto...

http://chiesaepostconcilio.blogspot.ch/2013/10/super-flumina-babylonis.html

Andrea ha detto...

Per hpoirot, Anonimo delle 11:34 e altri: se pensate che il Papa attuale sia eretico, siete fuori dalla Chiesa.
Lo dicevamo in questi giorni: sulla sostanza della Fede (e della Morale) il Papa non può errare, per il dogma dell'infallibilità.

Invece è importante, doloroso e probabilmente utile sottolineare le Sue devianze culturali e di atteggiamento. Mi permetto di richiamare il mio commento dell'11 settembre alle 5:39 a "Scalfari?.."
Mi pare che sia duro e appropriato.

Per padre Ignazio: lei è un vero Sacerdote. Grazie

Anonimo ha detto...

"E forse noi dovremmo salvare il Papa, questo Papa, dalla melensa retorica di coloro che vorrebbero appropriarsene, dei tanti cattolici pasticceri (frati, preti, suore, vescovi e cardinali inclusi) che vorrebbero piegarlo alla loro "visione", quella coltivata e attesa negli ultimi 50 anni."
BRAVISSIMO FRANCESCO !!! AD MAIORA QUOTIDIE !!!

Anonimo ha detto...

Ma il post l'ha scritto Francesco Colafemmina o Enzo Bianchi?

Cristiano

Anonimo ha detto...

"E forse noi dovremmo salvare il Papa, questo Papa, dalla melensa retorica di coloro che vorrebbero appropriarsene, dei tanti cattolici pasticceri (frati, preti, suore, vescovi e cardinali inclusi) che vorrebbero piegarlo alla loro "visione", quella coltivata e attesa negli ultimi 50 anni."

Gentile Francesco, penso che questa sia una illusione. A parte che un uomo anziano bell'è che fatto non cambia più ma qualcuno insegnava che i superiori fanno gli inferiori non viceversa!
La invito cordialmente ad essere più realista!

Luisa ha detto...

Rimetto questo mio commento che non vedo pubblicato, non capirei i motivi di una eventuale moderazione.

A quel che ho già scritto vorrei aggiungere che si può sempre fissare uno sguardo consolatorio unicamente su quelle che, lei Francesco, chiama "ventate d`aria fresca" e mettersi dei paraocchi per non vedere e guardare quel che potrebbe annebbiare e offuscare lo sguardo, una scelta che può dare la pace o una certa pace.
Ma chi non può fare quella scelta, chi vede quel che di buono e retto questo Papa può fare e dire ma vede ANCHE quel che di molto problematico dice e fa, chi ne legge le conseguenze, quelle che già si fanno sentire e quelle che si prospettano, chi non si lascia influenzare e manipolare dalla massiccia campagna e sovraesposizione mediatica, dai riflettori e dalle telecamere puntati in permanenza sul Papa per esaltarne la personalità (con il suo accordo), chi infine sceglie di mettere in raffronto certe parole e gesti del Papa con il Magistero, con la Dottrina, con il Catechismo, con la formazione che la Chies gli ha dato, e esprime il suo sgomento vedendo quanto non concordino, ebbene, chi decide di non tacere, non fa, come dice Francesco, "le pulci al Papa"(!), non lo censura, ma, con il cuore pesante, senza l`ombra di una soddisfazione, non fa che lasciare voce alla sua coscienza.
Si vorrebbe far tacere anche queste voci?

Peter Moscatelli ha detto...

Un po' fuori tema, forse, ma non me ne vogliano i lettori: Buon onomastico Francesco!

Francesco Colafemmina ha detto...

Un attimo, un attimo, per favore.

Ho scritto questo post perché è stato bello vedere quel bambino salterellante prendere per mano e abbracciare il Papa e il Papa giocarci in maniera autentica.

E inoltre le parole del Papa ad Assisi sono state semplicemente perfette. Impeccabili.

Questo non vuol dire che lascio cadere le mie perplessità nei confronti delle interviste a Spadaro o a Scalfari.

Ma, per carità, lasciatemi godere una boccata di aria fresca e di semplice testimonianza cristiana.

FAX ha detto...

Caro Colafemmina ha ragione. Sono con lei. Condivido la sua analisi in ogni dettaglio. Veramente corriamo il rischio di divenire "cristiani da computer"!

Agamennone ha detto...

Andrea chi è fuori dalla chiesa?

Lo decide lei quando e come?

Ha deciso di reinterpretare il Dogma dell'Infallibilità? Se si ce lo dica.

Lo decide lei, chi è vero sacerdote e chi no?

Il Dogma dell'Infallibilità papale riguarda solo ed esclusivamnente quando parla ex cathreda, ormai lo sanno anche i bimbi.

Magistero infallibile non è quello che esce dalla sua bocca in ogni istante (il che può errare e anche dire eresie purtroppo non formali altrimenti.... in automatico vi è la sede vacante) ma quello che uscendo dalla sua bocca si confae a quello infallibile, ossia la Tradizione.

Se non riesce a capire questo chieda pure....

Catholic Mission ha detto...

October 7, 2013

Pope Francis is interpreting magisterial documents with an objective error : he is using a dead man walking and visible theory

http://eucharistandmission.blogspot.it/2013/10/pope-francis-is-interpreting.html#links

Andrea ha detto...

Caro Agamennone,
chi è vero Sacerdote e chi no (ovviamente non nel senso della validità dell'Ordine ricevuto, ma in quello dello svolgere bene il suo ministero) lo decido io, nelle mie affermazioni.
Ad esempio il Salesiano di cui parlavo alle 3:56 ha fatto un'autentica catastrofe, mentre padre Ignazio ha rivelato un vero e profondo cuore sacerdotale.

Per il dogma dell'Infallibilità, pur sapendo che esistono tensioni fra teologi, considero che il "sensus Fidei" non erri nel considerare infallibile il Magistero Pontificio tutto. Ci sarà un grado minore di esattezza formale (rispetto alle definizioni dogmatiche), ma è impensabile che si vada nell'eresia.
Certo non sono Magistero le telefonate e le chiacchierate con amici e nemici di Cristo.

Che poi un'eresia formale detta da un Papa significhi la Sede Vacante, lo dice lei. Non mi risulta, se non come ipotesi di scuola.

I due grandi rancori sotterranei esistenti nel Clero, a quanto ne so, sono quello contro San Pio X ("Quanti Sacerdoti ha messo nei guai perché mdernisti...") e quello contro Paolo VI ("Quanto male ha permesso e in parte promosso nella Chiesa...").
La mia valutazione è che si tratti di rancori entrambi su basi false, vergognosi e peccaminosi

Marco Statzu ha detto...

Caro Francesco.
la leggo spesso con una certa criticità, ma leggo anche nelle sue parole un desiderio di sincerità e onestà.
così anche in questo post.
E son contento che veda anche lati positivi e "belli" (abbiamo vergogna di usare questa parola?) del pontificato di Francesco.
Forse bisogna davvero "salvarlo" dai tanti suoi interpreti e commentatori (come del resto occorreva fare con Benedetto!).
Saluti
Maioba

Luisa ha detto...

Ma per favore, Maioba, abbia la correttezza di non paragonare chi rapportava, con malafede e disonestà intellettuale, troncandole, contorcendole, inventandone,le parole di Benedetto XVI, parole, le sue, che mai hanno suscitato a livello dottrinale confusione nei cattolici, è vero tutto il contrario, Papa Benedetto ha passato otto anni a ricordarci i fondamenti della nostra Fede.
Le parole del suo successore, invece, in troppi casi, sono fonte di confusione e sconcerto per gli uni e immensa gioia per altri che vedono aprirsi una nuova era per la Chiesa.
Al limite Papa Bergoglio è da "salvare " da sè stesso, visto che ha ammesso che spesso non si riconosce nelle sue prime reazioni o parole, ipse dixit nell` intervista a Civiltà cattolica.
E forse ci vorrebbe qualcuno che gli ricordasse che le sue parole non sono più quelle di un vescovo di una Diocesi per importante possa essere ma quelle del papa di tutta la cattolicità come lui stesso si è definito.

Nicolavs Nicodemvs ha detto...

Nuovo motto papale: Caritas for dummies.

Agamennone ha detto...

Caro Andrea,

lei infatti nel sottolineare ciò che ha scritto del sacerdote ha espresso una sua opinione personale, che tale resta, senza nulla togliere al sacerdote che non ha detto nulla di speciale, quindi mi sembrava sciocco sottolinearlo a meno che non si lasciasse intendere altro.

lei scrive:

* Per il dogma dell'Infallibilità, pur sapendo che esistono tensioni fra teologi, considero che il "sensus Fidei" ecc...

Lei non deve considerare lei deve leggersi cosa ha decretato il Dogma Pastor Aeternum, niente di più semplice ed è chiaro scritto senza sofismi, il bello dell'ortodossia di altri tempi.


* Che poi un'eresia formale detta da un Papa significhi la Sede Vacante, lo dice lei. Non mi risulta, se non come ipotesi di scuola.

No, mi risulta come ipotesi dei Santi Alfonso de Liguori, S. Bellarmino e di tutti i teologi del passato, lo sa perchè?

Un papa quando dovesse formulare un'eresia automaticamente decade da solo altrimenti caro Andrea significa che Cristo non mantiene le promesse.

Il che ancora significa che Dio non costringe il papa con la forza a non decretare o formulare eresie, che rimane libero di dire o fare.

Manon permetterà all'errore di contaminare e vincere la Sua Chiesa, il che è un tantino diverso.

Lo sbaglio volutamente portato avanti da chi si ostina a dire che il papa non può dire eresie sono coloro che di fatto minano al Dogma che è talmente chiaro da far rabbrividire. A complicarlo sono i modernisti.

Per formulare la Sede vacante è ovvio che debbono essere Cardinali riuniti il popolo nulla può fare, se non disobbedire all'eresia.

* I due grandi rancori sotterranei esistenti nel Clero, a quanto ne so, sono quello contro San Pio X ("Quanti Sacerdoti ha messo nei guai perché mdernisti...") e quello contro Paolo VI ("Quanto male ha permesso e in parte promosso nella Chiesa...").

Sa, ultimamente vedo un concitato movimento pseudo storico rivisionista sulla figura e l'operato di S. Pio X, addirittura sui Breviari o quant'altro.

Sarebbe interessante capire da che parte provengano (anche se non è così difficile immaginare) perchè son tutto tranne che storici, sembrano sulla scia del massone Lorenzo valla che con la scusa dell' analisi filologica ha fatto un processo postumo sulle intenzioni di Costantino.



rocco ha detto...

allora adesso sono le pecore che devono difendere il pastore dai lupi. un mondo strano .

rocco ha detto...

benedetto non veniva male interpretato, veniva palesemente attaccato.

Livio Sterlicchio ha detto...

Eh sì, Agamennone!
Chi è vero Sacerdote o no, lo decide lui: Tomas de Torquemada era un seminarista a confronto.
La sua valutazione è che i "rancori" nei confronti di Maolo VI poggiano su basi false.
Se poi il Montini, da Vescovo, era in combutta col KGB per cui fu relegato da Pio XII a Milano; se, da "papa", inventò la Ostpolitik su pressione dell'URSS; se aveva abitudini sessuali "particolari"; se fosse massone; se fosse di famiglia ebraica, bene: è tutto falso...
Ma che fosse nato in quella zona geografica che lui tanto aborre, beh: è irrilevante.

Nicolavs Nicodemvs ha detto...

leggete questa

http://www.linkiesta.it/friburgo-sacramenti-divorziati

Andrea ha detto...

No, caro Livio: la zona da cui provengono i grossi guai è quella a occidente di Milano.
Parlavo recentemente del triangolo Torino-Milano-Alba.
È la zona con amare radici giansenistiche.

Sa cosa rappresenta uno dei due enormi altorilievi della facciata del santuario di Maria Ausiliatrice, a Torino (casa di fondazione dei Salesiani)? "S. Pio V annuncia la vittoria di Lepanto".
E sa quante volte me ne hanno parlato i miei insegnanti salesiani, o qualcuna delle molte pubblicazioni LDC ? Nessuna.

Infine, a proposito di Torquemada, faccio notare che sono stato attaccato da Agamennone per avere RINGRAZIATO un Sacerdote, e non per averlo condannato

don Camillo ha detto...

Sa, ultimamente vedo un concitato movimento pseudo storico rivisionista sulla figura e l'operato di S. Pio X, addirittura sui Breviari o quant'altro.
Sarebbe interessante capire da che parte provengano (anche se non è così difficile immaginare) perchè son tutto tranne che storici, sembrano sulla scia del massone Lorenzo valla che con la scusa dell' analisi filologica ha fatto un processo postumo sulle intenzioni di Costantino.


@ Agamennone

Invece di parlare a vanvera, argomenti visto che della questione del Breviario ne ho parlato io QUI. Grazie

don Camillo ha detto...

Devo ringraziare Crocevia, per la sintesi settimanale molto utile perchè da un po' di tempo ho smesso di leggere il tuo blog, proprio per le stesse ragioni che ha cercato di esprimere Langone con i dovuti miei distinguo.

E' scontata pertanto la mia solidarietà, a me mi hanno dato direttamente del "modernista" del reprobo come la moglie di Lot, senza prove e sopratutto senza appello, verso di te sono state più "miti" si sono scatenate "solo" le fantasie complottiste! C'è da ridere per non piangere!

Assolutamente condivido la tua frase:

Molti dubbi e problemi permangono ma permettimi di suggerire un approccio meno censorio. Sia perché non abbiamo ricevuto da nessuno il mandato di censurare persino il Papa, sia perché ci sono gesti di questo Papa assolutamente belli e pienamente cattolici.

E' dall'inizio del pontificato che il Papa ci dona delle scialuppe formidabili per non affogare!! Non ci perdiamo d'animo! "da un Papa gesuita può uscire di tutto" l'abbiamo visto, ma anche delle cose che ci potrebbero veramente sorprendere e in meglio!

Coraggio piedi per terra e sguardo verso il Cielo, là dove andremo, se Dio vorrà, ritroveremo l'unità perfetta godendo la gioia corporea della Verità Incarnata!

Agamennone ha detto...

Invece di parlare a vanvera, argomenti visto che della questione del Breviario ne ho parlato io QUI. Grazie


egregio signor camillo, non credo sia lei la persona più adatta a ctiticare o che crede d'aver scoperto chissà che cosa, anzi la saccenteria che l'ammanta la dice lunga.

Le sue argomentazioni circa il Breviaro e l'accentuata sua preposizione sulla "manomissione" da parte di S. Pio X e di papa Pio XII, senza tener conto del contesto storico e la vera motivazione per cui sono stati permessi quei piccoli cambiamenti, LASCIA IL TEMPO CHE TROVA.


Un simile lavoro lo ha fatto il massone Lorenzo Valla, ha processato le intenzioni di Costantino 1000 anni dopo la sua morte e lei di fatto è simile in tutto circa il Breviario.

Concludo signor camillo, dicendole di far meglio "l'istruttore "liturgico, e di non permettersi di processatre le intenzioni di un Papa che ha comnbattuto il modernismo e se proprio quel Papa ha fatto delle modifiche, invece di parlare a vanvera lei, si studi la storia di quel periodo storico senza tralasciare dettagli, nenache i più piccoli, da questo si evince chi parla a vanvera.

La saluto signor camillo, il suo blog come quello dei suoi amici croceviani, sembrano gestiti da vecchie e acide zitelle.

Agamennone ha detto...

Aggiungo ad Andrea, io non l'ho attaccata e men che meno nessuno ha attaccato il suo vero sacerdote, con ciò non serviva la sua difesa ad ufficio.

Ho solo puntualizzato alcune cose scritte da lei in cui non sono affatto d'accordo.

Nessun vittimismo la prego....

Anonimo ha detto...

Questo Papa non ci piace
di
Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro

http://blog.messainlatino.it/2013/10/il-foglio-9-ottobre-2013.html

m

Andrea ha detto...

È andata nel seguente modo, caro Agamennone:
io ho scritto "Per padre Ignazio: lei è un vero Sacerdote. Grazie".

Lei è intervenuto scrivendo: "Lo decide lei, chi è vero sacerdote e chi no?".

Tutto qui.

Commento, con l'occasione, che conosco un po' la diocesi di Noto (dove si trova padre Ignazio -che non conosco) e le sue sublimi chiese. La mia ammirazione, non solo tecnica, per chi le ha costruite (in pochi anni, dopo l'orribile catatrofe sismica della fine del '600) è immensa

Marco Marchesini ha detto...

Buonasera,
vorrei esprimere un pensiero personale sulla vicenda.
Sono perfettamente d'accordo che bisogna prendere atto che i gesti del Papa verso i bambini sono molto belli e che la sua omelia è stata cattolica. Su questo non c'è dubbio.
La prima impressione che sembra evincere dall'articolo è quasi
come se i gesti buoni del Papa fossero stati una riparazione per gli
errori dell'intervista con Scalfari. L'impressione è stata questa.
Per la riparazione dello scandalo è necessario bel altro. Fra l'altro i
gesti buoni del Papa non sono in contraddizione con una visione
relativista, per cui non possono essere portati neanche indirettamente
come una "riparazione". Non capisco infatti la boccata di ossigeno.

Con tutta franchezza devo affermare che sono completamente in disaccordo con l'immagine del giapponese che si
sente sempre in guerra con l'America anche se la guerra è finita ed i
due paesi ora sono amici. Purtroppo la battaglia non è finita, è vero
il contrario.

Il Nuovo ha detto...

Bravo Francesco, le riconosco l'onesta.

Anonimo ha detto...

"...Francesco ne ha presa in via riservata anche una terza: ha bloccato l'esame intrapreso dalla congregazione per la dottrina della fede sulle messe delle comunità neocatecumenali.

L'ordine di accertare se in queste messe si compiano degli abusi liturgici, e quali, era stato dato personalmente da Benedetto XVI nel febbraio del 2012:

L'avvio dell'esame era risultato decisamente sfavorevole al "Cammino" fondato e diretto da Francisco "Kiko" Argüello e Carmen Hernández, da sempre molto disinvolti nel modellare le liturgie secondo i loro criteri.

Ma ora essi si sentono al sicuro. Hanno avuta la conferma dello scampato pericolo dallo stesso papa Francesco, in una udienza loro accordata il 5 settembre.

Quello che è certo è che l'attuale papa, in quell'intervista a "La Civiltà Cattolica" che è il manifesto del suo avvio di pontificato, nel descrivere la riforma liturgica postconciliare mostra di concepirla in termini puramente funzionali:

"Il lavoro della riforma liturgica è stato un servizio al popolo come rilettura del Vangelo a partire da una situazione storica concreta".

Se Bergoglio fosse un allievo del professor Ratzinger – grandissimo studioso e innamorato di quella liturgia che il Concilio Vaticano II ha definito "culmine e fonte" della vita della Chiesa – vedrebbe queste sue righe segnate con la matita blu."
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350621
m

Josh ha detto...

Ho resistito finora a non commentare. 2 piccole cose le dico

Francesco (nel senso di autore del blog), prelevo la tua affermazione poco sopra:

"E inoltre le parole del Papa ad Assisi sono state semplicemente perfette. Impeccabili."

perdonami, ma seguono alcune parole di PF ad Assisi

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/october/documents/papa-francesco_20131004_bambini-assisi_it.html

"Sull’altare adoriamo la Carne di Gesù; in loro troviamo le piaghe di Gesù. Gesù nascosto nell’Eucaristia e Gesù nascosto in queste piaghe. Hanno bisogno di essere ascoltate! Forse non tanto sui giornali, come notizie; quello è un ascolto che dura uno, due, tre giorni, poi viene un altro, un altro… Devono essere ascoltate da quelli che si dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù, il cristiano cerca Gesù, il cristiano sa riconoscere le piaghe di Gesù. E oggi, tutti noi, qui, abbiamo la necessità di dire: “Queste piaghe devono essere ascoltate!”. Ma c’è un’altra cosa che ci dà speranza. Gesù è presente nell’Eucaristia, qui è la Carne di Gesù; Gesù è presente fra voi, è la Carne di Gesù: sono le piaghe di Gesù in queste persone ».

Guarda....ti leggo da tempo, sei troppo accorto ...per non essertene accorto.

C'è di che stupire. Non solo per la questione 'poveri' (e si riferisce a povertà materiali, e fisiche), quando poco tempo fa un certo tipo di 'poveri in spirito' li ha spediti dallo psichiatra, senza troppe cerimonie, qui:

http://www.repubblica.it/esteri/2013/08/28/news/il_papa_i_giovani_pessimisti_li_mando_dallo_psichiatra-65443402/

ma tornando ad Assisi, ci sono espressioni che mettono sullo stesso piano Gesù presente nell’Eucaristia, Carne di Gesù, e poveri o malati ancora come Carne di Gesù, senza passare per l'analogia, ma attraverso una sorta di identiicazione:
si pone cioè sullo stesso piano la Presenza del Signore Vivo e Vero nel Sacramento sotto le diverse specie, con la carne sacralizzata dei poveri e dei disabili.

Culto alla creatura? Pauperismo? Sacralizzazione dell'uomo? A noi nella vita e anche nella vita di fede sondano anche le virgole, gli iota e gli apici.

Il bene fatto al povero e al malato lo facciamo come a Cristo: ma questo non implica che il povero sia Cristo. L'amore che si deve al malato e a suo tramite, a Cristo, non è pari o sostitutivo all'Adorazione diretta e al Sacramento Eucaristico.

Josh ha detto...

Per il resto, per es., il pc lo uso specie per scrivere, connesso al lavoro e a volte faccio puntate sui blog che m'interessano.

Questo non penso mi renda un cattolico da pc;
se poi si vuole dare un taglio più easy e meno professorale agli scritti, naturalmente si può :-)

filippo ha detto...

Il bene fatto al povero e al malato lo facciamo come a Cristo: ma questo non implica che il povero sia Cristo
aro Josh, perchè non legger un po' di vita dei Santi: San Camillo de' Lellis, San Vincenzo, il Cottolengo, Madre Teresa, Cristo nel prossimo non è presente per analogia, forse un po' di Teologia Fondamentale e Sacra Scrittura non guasterebbero a certi frequentatori del blog...

Josh ha detto...

Filippo, resta che Cristo non si è incarnato nel povero.
Cristo è disceso sulla terra, incarnandosi, si è fatto uomo.
Ma ogni povero non E' lui Cristo.

Affermazioni come “poveri-carne-di-Cristo” sposate a:
“Sull’altare adoriamo la Carne di Gesù; in loro troviamo le piaghe di Gesù. Gesù nascosto nell’Eucaristia e Gesù nascosto in queste piaghe. […]Gesù è presente nell’Eucaristia, qui è la Carne di Gesù; Gesù è presente fra voi, è la Carne di Gesù: sono le piaghe di Gesù in queste persone”.

Adotriamo dunque il povero come l'Eucaristia?

Il problema è mettere sullo stesso piano la presenza reale dell’Eucarestia e quella nei poveri/disabili.

Se la rilegga lei la Sacra Scrittura, "certo frequentatore" di blog.

Josh ha detto...

Poi, a proposito di disabili e cattolici virtuali da web: io i disabili ce li ho in casa e in famiglia, e ben più di uno.
Da tutta la vita. E' da una casa colma di disabili che scrivo.
Le assicuro, Filippo, che per quanto Cristo parli anche attraverso di loro, loro non sono l'Incarnazione di Cristo.

Nei disabili/poveri riconosciamo Cristo da servire, obbediamo al comando "qualunque cosa fate a questi piccoli l'avete fatta a me",
ma è cosa ben diversa dalla carne vera di Cristo, quanto da quella
nelle specie dell’Altare.

Quel che passa da quel discorso, senz'altro anche sentimentale, romantico, tragico ed effettistico,
è che occuparsi dei poveri/malati, che si considerano ora figli come il Figlio, l'Unigenito (....),
sia uguale al nutrirsi del Sacramento dell'Eucarestia;
già i Protestanti con la dimininutio dell'Eucaristia in Cena dicevano che l'altra vera "mensa" era la Parola, da sola, e adesso l'altra mensa ancora sono i poveri.

Resta invece distinta l'Incarnazione del Figlio Unigenito in “carne” di Cristo, il Verbo incarnatosi uomo in Gesù, con la carne sì sofferente ma 100% umana dei malati e poveri.

Anonimo ha detto...

Francesco sta fondando una nuova religione opposta al Magistero cattolico ?
di Mattia Rossi
"... Come è possibile bere in tutta tranquillità parole di una gravità inaudita come queste? Come è possibile accettare che venga messa sullo stesso piano (e per di più se lo fa un Papa) la presenza reale nell’Eucaristia e quella nei poveri/disabili? L’inganno, perpetrato senza alcun supporto teologico, è molto sottile ed è intollerabile dal cattolico: la “carne” dei poveri è quella di Cristo solamente per analogia, non realmente come nocivamente buttato lì da Bergoglio; in essi è, sì, riconoscibile Cristo da servire, ma è cosa ben diversa dalla “carne” vera e viva di Cristo rintracciabile solamente nelle specie dell’Altare. Qui si rischia di far passare l’idea che curare i poveri, oltre che considerarli figli come il Figlio, equivalga all’attingere alla stessa “mensa” (la terza, dopo quella già ampiamente ambigua “della Parola”?). Non è da confondere (e, certo, l’antropocentrismo di “Gaudium et spes” al numero 22 non aiuta) la “carne” di Cristo, il Verbo fattosi uomo in Gesù attraverso l’Incarnazione, con quella genericamente umana dei poveri..."
http://blog.messainlatino.it/2013/10/il-vescovo-di-roma-bergoglio-sta.html

"Un Cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali.
In questo modo non ci sarebbe più un vero e proprio posto per Dio nel mondo".
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html
m

Petronio ha detto...

Puntuale la metafora sul rischio di finire come i soldati giapponesi che continuavano in solitudine a combattere a guerra finita... puntuale ma per questo involontariamente (forse) inquietante: quanto successe a quei soldati, successe perchè la guerra l'avevano persa e quei poveracci non accettavano di arrendersi e vedere la propria patria sconfitta. Quindi tra le righe pare quasi che il consiglio sia: accettiamo la sconfitta, la fine del nostro modello di Chiesa (ergo... della Chiesa) e deponiamo le armi per non diventare patetici difensori ad oltranza di una causa persa.

Anonimo ha detto...

"..Mio caro Papa Francesco, è vero, questo fu il card. Bergoglio che ho conosciuto da vicino. Un giorno intento a chiacchierare animatamente con il vescovo Duarte Aguer sulla difesa della vita e della liturgia e lo stesso giorno, a cena, a chiacchierare sempre animatamente con Mons. Ysern e Mons. Rosa Chavez sulle comunità di base e i terribili ostacoli che rappresentano “gli insegnamenti dogmatici” della Chiesa. Un giorno amico del card. Card. Cipriani e del Card. Rodriguez Maradiaga a parlare di etica aziendale e contro le ideologie del New Age e poco dopo amico di Casaldáliga e Boff a parlare di lotta di classe e della “ricchezza” che le tecniche orientali potrebbero donare alla Chiesa..."
http://it.gloria.tv/?media=506461

rosa ha detto...

il famoso cerchiobottismo, eh, anonimo ore 9.54, detta anche" ma anchismo", non slo, ma anche. non va bene in politica ( v. fine di Veltroni), figuriamoci nel campo della Fede
Rosa

Filippo ha detto...

Caro Francesco,

ho molto apprezzato questo tuo post che mi e' stato inviato da un amico. Confesso, infatti che da vari mesi avevo abbandonato il tuo blog, ma mi rallegro nel vedere smentito il mio timore che questo posto stesse degenerando, per frequentazioni e contenuti, verso l'ennesima replica di quei tristi siti tipo messainlatino, chiesaepostconcilio etc. che stanno -purtroppo- affermando nell'opinione pubblica in rete la falsa equazione: Cattolici tradizionali=spargitori di odio...

Il tuo post invece e' veramente un raggio di sole, o come dici tu, una ventata d'aria fresca, per la sua semplicita' e..bellezza, e per la sua attenzione alla vera Tradizione.

Perche' in fondo essere cattolici tradizionali significa quello: avere a cuore la bellezza, lottando contro la sciatteria nella Liturgia nei luoghi di culto e in tutto cio' che e' segno di Cristo. Ma la vera bellezza incommensurabile e' l'amore di Cristo per noi che tutte queste cose ci aiutano a significare. Altrimenti si diventa come gli ebrei, che a forza di stare attenti alla bellezza dei loro tallit, delle loro sinagoghe e dei loro riti si sono persi la bellezza piu grande...Cristo stesso! Il "Sabato prima dell'uomo" e' un rischio per tutti...E infatti quelli che hanno contestato le parole del papa ad Assisi, o a Lampedusa, perdendosi tutto il resto, somigliano tanto a quegli ebrei che contestano a Gesu' la guarigione nel giorno di Sabato...

Credo, Francesco, che a 'salvarti' dal diventare un clone di quei siti li sia stata proprio la tua sensibilita' per la bellezza. Come dice il grande Fedor, infatti Il mondo sara' salvato dalla vera bellezza, cioe' Cristo.
Tu non sei stato insensibile alla bellezza sfolgorante di quella manifestazione del papa come vero Vicario di Cristo, ovvero in Croce accanto ai poveri e ai sofferenti. Ovviamente infatti possono fare le pulci a tutti gli atteggiamenti e alle parole, che certamente possono essere anche discutibili, ma come si fa a non riconoscere Cristo, "il dolce volto di Cristo", in quell'andare verso gli ultimi della terra, i piccoli i poveri i malati? In quel voler stare sulla croce accanto ai sofferenti? "Hoc sufficit!" giustamente hai detto. Questo e' il cuore della tradizione!

Il mio augurio Francesco e' che tu possa essere d'aiuto a questi fratelli che non hanno la tua sensibilita' ed hanno palesemente perso di vista la vera tradizione. Vedi i deliranti commenti che hai ricevuto dai soliti mic e co.: secondo loro per parlare anche solo parzialmente bene del papa, devi essere o minacciato o corrotto o pazzo...roba incredibile... ma non tela prendere, non tutti sanno apprezzare la vera bellezza. Persino davanti alla piu'grande manifestazione di bellezza mai apparsa sulla terra, un vero Dio e vero uomo che muore in croce per amore nostro, nemmeno gli spettatori piu vicini hanno reagito allo stesso modo: i ladroni erano 2...

un caro saluto e buona continuazione
nella Pace di Nostro signore
Filippo

Andrea ha detto...

Caro Filippo,

Francesco non fa il soffocante combattimento del "catholically correct" ("Questo è cattolico, questo no",..all'infinito) grazie alla sua sensibilità al Pulchrum, è verissimo.

In più evita molti vicoli ciechi grazie a una cultura non appiccicata.
C'è una chiesa salesiana in cui un recente dipinto murale presenta l' "Europa Unita" (c'è scritto) tramite la Tour Eiffel e la Torre dell'Orologio di Westminster; il "dialogo" con gli Ortodossi, invece, è rappresentato con lo sfondo di una torre del Cremlino sormontata dalla Stella Rossa (dipinta in rosso sgargiante).
Se avessero chiesto a lui un parere sulle immagini da scegliere per trattare i due temi, ne avrebbe indicate ben altre, scommettiamo?

Anonimo ha detto...

Buongiorno,

fino a poco tempo fa seguivo "fides et forma", ora ho abbandonato. Perché io credo che non possiamo farci annebbiare la vista da alcuni gesti e da ciò che "suscita nel cuore" questo papa.
Leggo anche la frase di Colafemmina (che stimo comunque): "sia perché ci sono gesti di questo Papa assolutamente belli e pienamente cattolici."

Ma i gesti di un papa non dovrebbero essere TUTTI cattolici? O a lui è concesso qualche gesto eretico? E se è concesso a lui che è il Vicario di Cristo, a noi poveri cristiani quanto ne è concesso? Di più?
Seguendo questo ragionamento, posso anche permettermi di non andare a Messa la Domenica, anche essere favorevole al divorzio e all'aborto, ecc. D'altra parte, come dice il papa, basta non andare contro la propria coscienza ...
Mi dispiace se l'autore di questo blog non condividerà e probabilmente troverà qualche arzigogolo per giustificare l'ingiustificabile, ma a me tanti gesti e parole di questo papa mi hanno sconvolto nel più profondo, e non mi bastano "alcuni" gesti cattolici per accettare quello che fa. Ci aveva messo in guardia San Pio X dicendoci che i modernisti dicono anche cose buone per un cattolico, ma si tratta di un inganno.
Per me papa Bergoglio non è né un santo né il "falso profeta". E' solo uno che agisce molto col cuore, ha psicologicamente bisogno del consenso della gente, si sente appagato da questo e pensa che ciò basti a governare la Chiesa. Non è stato detto niente che provochi reazioni negative da parte della gente, ma solo discorsi che "vanno bene al sentir comune". Ma è l'esatto contrario di come facevano tanti Santi!